Una nuova rubrica: The Dogs of Piazza Affari

Una nuova rubrica: The Dogs of Piazza Affari

0 1165

Una nuova rubrica il cui intento è di individuare le migliori azioni del listino italiano in ottica d'investimento. L’idea è quella di replicare la prestigiosa rubrica dog of the DOW. Dato che l’idea in se non ha la pretesa di essere originale ma solo utile abbiamo intitolato la rubrica the Dogs of Piazza Affari.

D’accordo con Massimiliano Malandra, uno dei nostri esperti di analisi fondamentale, abbiamo deciso di lanciare una nuova rubrica. 
Essenzialmente l’intento è di individuare, secondo una metodologia ampiamente collaudata sui mercati USA, le migliori azioni del listino italiano.
Come meglio spiegherà Max nel prosieguo dell’articolo l’idea è quella dei dog of the DOW. 
Dato che l’idea in se non ha la pretesa di essere originale ma solo utile abbiamo intitolato la rubrica the Dogs of Piazza Affari.
Lascio volentieri la penna a Max Malandra

Scommettere sui titoli di maggiore dimensione che staccano un buon dividendo è una classica tecnica da cassettisti. Che è stata “ingegnerizzata e portata alla ribalta a metà degli anni ’80 da Michael O’Higgins, leggendario gestore di fondi hedge. La metodologia originaria dei “Dogs of The Dow”, applicata alle azioni del Dow Jones Industrial consiste semplicemente nel selezionare i 10 titoli con il rendimento del dividendo più elevato per costruire un portafoglio in grado di battere l’indice di riferimento. I portafogli in realtà, con questi 10 titoli sono tre. Da anni applichiamo questa tecnica anche al Ftse Mib e i risultati sono stati storicamente interessanti e quasi sempre hanno permesso di far meglio del nostro indice. Vediamo ora la metodologia di costruzione dei tre panieri. Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib.

Ordinando questi 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs“: alla base del metodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. Si tratta quindi di un portafoglio potenzialmente più redditizio ma anche più volatile.

Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” (Penultimate Profit Prospect) è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato. Quest’anno è Enel.

Lo scorso anno, a fronte di un Ftse Mib cresciuto del 13,66%, il portafoglio dei “5 Dogs” ha guadagnato il 29,59% e quello dei “10 Dogs” il 21,58%, ma anche il PPP (composto dalla sola Unipolsai) ha sorpassato il benchmark, con un +13,54 per cento.

Ecco comunque l’elenco dei 10 titoli per il 2016: Unipolsai, Enel, Terna, Unipol Gf, Snam, StM, Banca Mediolanum, Tenaris, EniGenerali.

Author Image
Classe 1970, ha iniziato ad interessarsi di Borsa nel 1993. Nel 1996 abbandona la carriera di ufficiale dell’Esercito (Genio Trasmissioni) per dedicarsi al trading e all’editoria finanziaria. Giornalista – pubblicista ha collaborato con diverse testate giornalistiche (Borse&Finanza, Gazzetta di Modena, PC&Borsa, etc etc). Per diversi anni ha tenuto una rubrica di analisi tecnica su “Economia” del gruppo Rieffeser (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno). Socio fondatore, è stato amministratore delegato e vice direttore di LombardReport.com, storica testata giornalistica on line di borsa. Dal 1999 organizza Il Campionato di Borsa con denaro reale, la ITCup, che ha sfornato personaggi di primissimo piano nel panorama del ToL italiano. Attualmente direttore della testata on line itConsilium, blogger sulle testate del gruppo Browneditore (FinanzaonLine, Borse.it, Finanza.com), collabora con Trading Library e con il portale Eduweb. Coautore del libro “Guida al Trading di Borsa” edito da Il Sole 24 Ore. Appassionato di storia (soprattutto militare), di energie alternative e delle tematiche dello sviluppo sostenibile, è socio e consigliere d’amministrazione di società di produzione di energia fotovoltaica.

NO COMMENTS

Leave a Reply