Portafoglio Italia, anche nel 2017 ottimi risultati. Ecco i nuovi “cani” per...

Portafoglio Italia, anche nel 2017 ottimi risultati. Ecco i nuovi “cani” per il 2018

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Dopo due anni – 2015 e 2016 – in cui il Portafoglio Italia aveva letteralmente stracciato il benchmark (il Ftse Mib), nel 2017 la gara è stata molto combattuta, anche perchè l’anno è stato tendenzialmente di rialzo per tutti i comparti. In ogni caso i tre portafogli hanno compiuto il loro dovere e realizzato performance molto interessanti, contro un Ftse Mib che nel 2017 ha segnato +14,49 per cento.

Nel dettaglio, il portafoglio dei “10 Dogs” ha messo a segno un +15,12% comprensivo dei dividendi, quello dei “5 Dogs” ha segnato +13,34%, mentre il Portafoglio composto dal solo titolo Banco Bpm, cosiddetto “PPP”, dopo aver registrato durante l’anno performance superiori al 40%, ha chiuso il 2017 con un +14,31 per cento. I risultati 2017 in dettaglio sono nel file excel allegato. Da segnalare FinecoBank, best performer con un +65% e anche il fatto che uno solo dei titoli (Eni con un -5,32%) abbia chiuso l’anno in negativo.

Con i dati di fine 2017 siamo però pronti a rinnovare il portafoglio anche per il 2018, affidandoci sempre alla metodologia dei “Cani del Dow” ideata e pubblicizzata dal guru americano Michael O’Higgins – selezionando i 10 titoli con il rendimento del dividendo più elevato – per costruire un portafoglio in grado di battere il Ftse Mib. I portafogli in realtà, con questi 10 titoli sono tre. Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib.

Ordinando questi 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs“: alla base del motodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato. Quest’anno è Intesa SanPaolo.

Il portafoglio 2018 completo, che trovate in fondo, non ha subito grandi mutamenti rispetto al 2017.

Ci abbandonano Banco Bpm per il fatto che nel 2017 non ha distribuito dividendi, e FinecoBank best performer del 2017.

Vengono sostituiti da “vecchie conoscenze” del 2016, vale a dire Atlantia e Terna. Complessivamente, quindi, un portafoglio meno sbilanciato sul comparto finanziario e ripesato sulle utility.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Analista fondamentale, tecnico e quantitativo, socio Aiaf. Ha lavorato come consulente aziendale fino al 2000, poi presso l’Ufficio Studi del settimanale Borsa & Finanza fino al 2012 realizzando analisi di settori e titoli, redazione di report; analisi intermarket; creazione di modelli quantitativi per asset allocation e stock picking. Nel 2013 ha cofondato il sito FinanzaOperativa.com, di cui cura i portafogli in Etf e in titoli italiani. Collabora con le principali riviste finanziarie italiane (Patrimoni, Advisor, Effe, Milano Finanza) ed è spesso ospite della trasmissione televisiva “Soldi”. È autore di un capitolo del libro “Invest in Europe Now!” di David Kotok e Vincenzo Sciarretta (ed. Wiley & Sons). Esperto di approccio risk parity, cura strategie quantitative di successo costruite con questa metodologia in etf e fondi comuni.

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