Obbligazioni convertibili: scavare tra i bilanci alla ricerca del rendimento perduto

Obbligazioni convertibili: scavare tra i bilanci alla ricerca del rendimento perduto

2 1615

In tempi di tassi a zero o quasi il rendimento nell'obbligazionario necessariamente deve passare attraverso una puntuale valutazione dei rischi emittenti.

by Massimiliano Malandra e Enrico Malverti

Trovare rendimento nel panorama obbligazionario italiano è impresa decisamente ardua. Se lo Stato gongola per i risparmi che riesce a ottenere nel servizio del debito pubblico, dall’altra parte il risparmiatore non sa più che pesci pigliare. Per trovare un Btp che abbia un rendimento almeno pari all’1% bisogna andare sulla scadenza settembre 2022…

Occorre quindi ridurre le proprie esigenze in termini di rating dell’emittente – quindi andare necessariamente su emissioni di società meno solide o senza rating – per riuscire a trovare un rendimento un po’ più appetibile.

Di seguito proponiamo quindi un poker di obbligazioni convertibili quotate all’Aim di Borsa Italiana. Società piccole (ma che puntano a crescere) e quindi, di conseguenza, anche gli importi emessi sono ridotti.

Attenzione quindi anche alla relativa liquidità di alcune di queste.

Piteco 4.5% scadenza 2020. Il titolo, dopo essere rimasto intorno a quota 100, nelle ultime settimane è stato riscoperto e i prezzi sono saliti. La società fa software per la gestione della tesoreria delle grandi aziende e può essere percepita come una specie di utility per i flussi costanti dei canoni di utilizzo: chi usa questi software, infatti, una volta scelti difficilmente li cambia visto che su di essi gira l’intera liquidità aziendale. Inoltre la società è solida anche sui fondamentali: il debito finanziario netto è di 8,7 milioni, i mezzi propri di 22,7 milioni.

Cdr Advance Capital 6,5% scadenza 2019. La posizione finanziaria netta della società è negativa per 2,4 milioni, il patrimonio netto è di 14 milioni. Di recente poi, Cdr (la ex Compagnia della Ruota) ha emesso un nuovo bond convertibile scadenza 2021 e tasso al 6%. La società opera nel settore delle cosiddette “special situation” ma di recente ha allargato la propria attività anche al settore delle cartolarizzazioni. Il titolo quota poco sopra il livello nominale.

Te Wind 6% scadenza 2018. Il business della società consiste nel gestire tutte le fasi di sviluppo, realizzazione e commissioning di impianti mini-eolici (soprattutto impianti di potenza fino a 60 kWh) che garantiscono l’accesso diretto alla Tariffa Onnicomprensiva stabilita dal Gse. Che porta quindi a una esposizione debitoria elevata Fatto sta che a fronte di 2 milioni di patrimonio i debiti finanziari netti sono di 11,8 milioni. La convertibile tratta intorno a 101.

Eukedos 3% scadenza 2016. Alla luce della maturity ravvicinata (meno di 14 mesi, scade infatti il 31 dicembre del prossimo anno) e del fatto che il bond quoti intorno al nominale, sembra un ottimo impiego per la liquidità. La società (ex Archimedica) opera nel settore delle cliniche per anziani, ha ricevuto l’omologa al concordato preventivo, sta dismettendo le attività non core e spiega la nota societaria “Allo stato attuale, in base alla generazione di cassa delle controllate operative e alla struttura dei finanziamenti in essere non si ravvisano problematiche di natura finanziaria che possano creare squilibri nella gestione finanziaria del Gruppo”. Ed è in trattative con le banche per fissare i covenant per l’esercizio in corso. A livello consolidato il gruppo ha 35,4 milioni di debito finanziario netto e 27,4 milioni di mezzi propri, ma è in trattative per la vendita di una controllata (Delta Med).

 

Author Image
Analista fondamentale, tecnico e quantitativo, socio Aiaf. Ha lavorato come consulente aziendale fino al 2000, poi presso l’Ufficio Studi del settimanale Borsa & Finanza fino al 2012 realizzando analisi di settori e titoli, redazione di report; analisi intermarket; creazione di modelli quantitativi per asset allocation e stock picking. Nel 2013 ha cofondato il sito FinanzaOperativa.com, di cui cura i portafogli in Etf e in titoli italiani. Collabora con le principali riviste finanziarie italiane (Patrimoni, Advisor, Effe, Milano Finanza) ed è spesso ospite della trasmissione televisiva “Soldi”. È autore di un capitolo del libro “Invest in Europe Now!” di David Kotok e Vincenzo Sciarretta (ed. Wiley & Sons). Esperto di approccio risk parity, cura strategie quantitative di successo costruite con questa metodologia in etf e fondi comuni.

2 COMMENTS

Leave a Reply