FTSE/MIB, tanto tuonò che piovve

FTSE/MIB, tanto tuonò che piovve

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Con il recente crash dei principali listini azionari, l’indice italiano è andato a testare le due fondamentali trendline rialziste che hanno accompagnato il rally degli ultimi 14 mesi. Ma i ribassi non sono finiti…

 

 

Sebbene il mercato azionario italiano rimanga tecnicamente ancora impostato al rialzo, cominciano ad intravedersi i primi pericolosi segni di ritracciamento, se non addirittura di inversione. L’andamento del FTSE/MIB nelle ultime sedute, infatti, ha completamente annullato i sorprendenti guadagni realizzati nel mese di gennaio, quando i prezzi avevano accelerato la propria corsa fino a raggiungere l’importante livello posto intorno ai 24.000 punti. In pochi giorni i prezzi sono scesi molto violentemente (martedì 6 febbraio si è registrato un – 4% subito in apertura) fino a toccare il livello 21.900 e si sono appoggiati sulle due fondamentali trendline rialziste che hanno sostenuto le quotazioni negli ultimi 14 mesi. In pratica, il trend rialzista è in pericolo e chi fino a qualche settimana fa intravedeva uno storico movimento esplosivo al rialzo oltre l’imminente soglia dei 24.500, ora si trova parecchio spaesato. Come sempre in questi casi gli operatori si dividono tra due fazioni: quelli che considerano il recente crash come uno storno che può rappresentare una buona opportunità di acquisto e quelli che preferiscono liquidare parte delle posizioni in portafoglio, pur consapevoli che le vendite appesantiranno ulteriormente i listini.

Noi stiamo con questi ultimi. Infatti, era davvero difficile pensare che il FTSE/MIB potesse arrivare ad un appuntamento davvero epocale come il livello 24.500 (target successivo a 30.000, poi 34.000) senza mai alcun ritracciamento; oltretutto in concomitanza con i massimi storici dello S&P500 ed un indice VIX (volatilità) compresso da troppo tempo nel range 10-12.

 

FIGURA 1 – Analisi di medio periodo sul Future FTSE/MIB

 

 

Il rimbalzo a cui stiamo assistendo in queste ore è abbastanza timido e privo di forza: il FTSE/MIB dapprima ha tentato recuperare, andando a ritoccare il livello 23.000, poi si è mantenuto debole con quotazioni che hanno lateralizzato nell’intorno di quota 22.500.

E’ davvero difficile fare previsioni per il brevissimo periodo, anche perché la configurazione grafica è poco lineare. Dal punto di vista operativo, comunque, il livello chiave per l’apertura di posizioni ribassiste è 21.900, con un primo obiettivo nell’area 21.300/21.500 ed uno più ambizioso a 20.800. Riguardo al rialzo, invece, l’eventuale superamento dei 23.000 dovrebbe trovare subito un ostacolo piuttosto vicino, in area 23.300/23.400, dal quale è probabile possa cominciare una nuova ondata ribassista.

 

FIGURA 2 – Analisi di breve periodo sul Future FTSE/MIB

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Trader privato e libero professionista, modenese, laureato a pieni voti in Economia e Commercio, è socio AIAF ed è stato socio SIAT, si occupa di mercati finanziari da quasi 20 anni. Ha lavorato in EPTA SIM, con incarichi nella divisione “Eptatrading” dedicata al trading online, e in PRIVATE & CONSULTING SIM come membro del Team di consulenza. Attualmente si dedica esclusivamente alla negoziazione per conto proprio di futures italiani ed esteri, con strategie discrezionali e quantitative. Organizza periodicamente corsi di formazione, anche in collaborazione con i principali broker online, ed è stato più volte relatore sia all’ITFORUM di Rimini che al TOL EXPO di Borsa Italiana. Nel 2011 ha partecipato alla prima edizione della “Notte bianca del trading” durante il TFFORUM di Taranto, operando nelle ore notturne sui mercati americani ed asiatici. Ha pubblicato i libri “Trading intraday sul Future S&P/MIB” (Experta, 2004), “Il trading con la Tick Distribution” (Tradinglibrary, 2009) ed è coautore della “Guida Forex 2012” (Editrice Le Fonti, 2011). Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche, tra cui la newsletter ITForum.

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