Usa Risk Control

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Nelle occasioni in cui partecipo alla trasmissione “Analisi tecnica” di Class CNBC ed ho un contatto diretto con il pubblico non manca mai almeno una domanda su Banca MPS e spesso qualche preoccupazione degli investitori le ricevo anche via email.

Il 4 gennaio proprio in diretta televisiva avevo suggerito di evitare le banche ma a chi avesse voluto rimanere investito sul comparto bancario di prendere in considerazione Banca Popolare di Milano piuttosto che Banca MPS (guarda il video qui).

 

Nel grafico qui sotto possiamo osservare il ratio di forza (ratio, ossia il rapporto tra i prezzi delle due azioni) che mostra la maggior forza di BPM rispetto ad MPS.

Dal 4 gennaio MPS ha perso oltre il 20% mentre BPM ha pure perso ma il 6,5%.

ratio BPM_MPS

Ribadisco però che la situazione in generale sull’indice invita alla prudenza ma nel caso specifico su MPS va sconsigliato a chi fosse in posizione e in forte perdita di continuare a fare media sul prezzo di carico. Fare media (cioè continuare a comprare in discesa abbassando il prezzo di carico) non è sempre sconsigliabile, ci sono anzi condizioni in cui il trader esperto può farlo con successo ma non va MAI fatto in assenza di supporti e quando il rischio è eccessivo sia sui fondamentali, sia per una eccessiva esposizione percentuale del portafoglio.

Tecnicamente ad esempio su MPS l’unico momento per giocarsi il jolly negli ultimi 12 mesi per chi avesse voluto comprare era sul supporto formatosi a 1,45 con stop stretto. Ceduto quello non c’era che da rimanere alla larga.

MPS_supporto

Poiché, come ha evidenziato anche il collega Mazziero in un post di ieri, di crisi bancarie potremmo vederne altre e sappiamo che è entrato in vigore il salvataggio interno col possibile azzeramento di azioni ed obbligazioni subordinate, pensateci bene prima di accumulare titoli tecnicamente in downtrend e con pessimi dati fondamentali. Vale anche per gli aumenti di capitale che hanno senso quando si è di fronte a una società che produce utili che vuole finanziare nuovi progetti o di fronte ad un radicale risanamento, altrimenti adc buoni solo per coprire dei buchi di bilancio, come se ne sono visti tanti, meglio scansarli come la peste.

deteriorated loanscrediti deteriorati delle banche italiana in miliardi di €

 

 

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Il rimbalzo che ci attendevamo, sulla base probabilistica di un trading system qualche seduta fa, si è fatto attendere troppo, di conseguenza vendiamo con ordine limitato Chesapeake Utilities e inseriamo uno stop loss sul contrattino mini Nasdaq comprato il 5

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  Descrizione aggiornata del portafoglio del servizio USA Risk Control.

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La prima seduta dell’anno è andata e se il buon giorno si vede dal mattino il 2016 ce ne mostrerà delle belle con i listini dipinti da un bel rosso Ferrari che però non è stato gradito da buona parte

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Negli ultimi tempi il nostro portafoglio non è stato oggetto di aggiornamenti dal momento che era stato oculatamente ridotto ai minimi termini in una difficile fase laterale che ha preceduto l’annuncio del rialzo dei tassi americano e che, in verità, ha

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Raytheon corregge leggermente dopo aver segnato in area 128 dollari il massimo degli ultimi 12 mesi. Del resto il titolo nell’ultimo trimestre ha messo a segno un rialzo di oltre 20 punti percentuali. Crescita che in ogni caso mantiene i

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Ci affidiamo alla selezione dei titoli che fino ad oggi ha premiato e continuiamo a tenere un profilo prudente: liquidità e copertura.

Finora siamo andati in cerca delle occasioni di borsa con il classico lanternino e forse anche un pizzico di fortuna ci ha premiato. Abbiamo liquidato due titoli in stop profit nel mese di novembre mentre Valero Energy e Raytheon ci hanno fatto un bel regalo, specie la prima. Con un indice che ha perso quota vedere guadagni a doppia cifra fa sempre piacere.

Continuiamo con questa logica dei piccoli passi e non segnaliamo altri acquisti, rimaniamo liquidi e coperti al 50% pronti a cogliere una possibile discesa a inizio dicembre sotto ai 2000 punti di S&P.

Non dovrebbero esserci grandi scossoni, situazione internazionale permettendo, fino al 16 dicembre prossimo (discorso della Yellen sui tassi Usa).

Per chi avesse molta liquidità da impiegare consigliamo la convertibile Eukedos 3% scadenza 2016 già trattata sulle colonne di Itconsilium nel mese di novembre.

risk control

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In tempi di tassi a zero o quasi il rendimento nell'obbligazionario necessariamente deve passare attraverso una puntuale valutazione dei rischi emittenti.

by Massimiliano Malandra e Enrico Malverti

Trovare rendimento nel panorama obbligazionario italiano è impresa decisamente ardua. Se lo Stato gongola per i risparmi che riesce a ottenere nel servizio del debito pubblico, dall’altra parte il risparmiatore non sa più che pesci pigliare. Per trovare un Btp che abbia un rendimento almeno pari all’1% bisogna andare sulla scadenza settembre 2022…

Occorre quindi ridurre le proprie esigenze in termini di rating dell’emittente – quindi andare necessariamente su emissioni di società meno solide o senza rating – per riuscire a trovare un rendimento un po’ più appetibile.

Di seguito proponiamo quindi un poker di obbligazioni convertibili quotate all’Aim di Borsa Italiana. Società piccole (ma che puntano a crescere) e quindi, di conseguenza, anche gli importi emessi sono ridotti.

Attenzione quindi anche alla relativa liquidità di alcune di queste.

Piteco 4.5% scadenza 2020. Il titolo, dopo essere rimasto intorno a quota 100, nelle ultime settimane è stato riscoperto e i prezzi sono saliti. La società fa software per la gestione della tesoreria delle grandi aziende e può essere percepita come una specie di utility per i flussi costanti dei canoni di utilizzo: chi usa questi software, infatti, una volta scelti difficilmente li cambia visto che su di essi gira l’intera liquidità aziendale. Inoltre la società è solida anche sui fondamentali: il debito finanziario netto è di 8,7 milioni, i mezzi propri di 22,7 milioni.

Cdr Advance Capital 6,5% scadenza 2019. La posizione finanziaria netta della società è negativa per 2,4 milioni, il patrimonio netto è di 14 milioni. Di recente poi, Cdr (la ex Compagnia della Ruota) ha emesso un nuovo bond convertibile scadenza 2021 e tasso al 6%. La società opera nel settore delle cosiddette “special situation” ma di recente ha allargato la propria attività anche al settore delle cartolarizzazioni. Il titolo quota poco sopra il livello nominale.

Te Wind 6% scadenza 2018. Il business della società consiste nel gestire tutte le fasi di sviluppo, realizzazione e commissioning di impianti mini-eolici (soprattutto impianti di potenza fino a 60 kWh) che garantiscono l’accesso diretto alla Tariffa Onnicomprensiva stabilita dal Gse. Che porta quindi a una esposizione debitoria elevata Fatto sta che a fronte di 2 milioni di patrimonio i debiti finanziari netti sono di 11,8 milioni. La convertibile tratta intorno a 101.

Eukedos 3% scadenza 2016. Alla luce della maturity ravvicinata (meno di 14 mesi, scade infatti il 31 dicembre del prossimo anno) e del fatto che il bond quoti intorno al nominale, sembra un ottimo impiego per la liquidità. La società (ex Archimedica) opera nel settore delle cliniche per anziani, ha ricevuto l’omologa al concordato preventivo, sta dismettendo le attività non core e spiega la nota societaria “Allo stato attuale, in base alla generazione di cassa delle controllate operative e alla struttura dei finanziamenti in essere non si ravvisano problematiche di natura finanziaria che possano creare squilibri nella gestione finanziaria del Gruppo”. Ed è in trattative con le banche per fissare i covenant per l’esercizio in corso. A livello consolidato il gruppo ha 35,4 milioni di debito finanziario netto e 27,4 milioni di mezzi propri, ma è in trattative per la vendita di una controllata (Delta Med).

 

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L’S&P continua nel suo recupero verso i massimi annuali incurante delle logiche e dei segnali di ribasso generati in agosto. Per il momento bene abbiamo fatto a chiudere il 50% delle coperture in stop profit ma è molto probabile che

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Domani, prima dell’apertura di Wall Street Altria Group diffonderà i propri risultati relativi al terzo trimestre 2015. Il più grande gruppo al mondo di produzione di tabacco, con una market cap di circa 120 miliardi, tre mesi fa sorprese gli

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