News

0 740

Siamo in una fase di mercato in cui l’andamento tranquillo e “prevedibile” di qualche settimana fa sembra un lontano ricordo… non c’erano grandi rally ma, probabilmente, neanche grandi possibilità di guadagno.

Sul Forex siamo abituati ad avere grandi movimenti e, conseguentemente, grandi occasioni per tradare. Meno frequente, invece, è vedere l’Eurostoxx50 che fa 100 punti in un paio di ore, per poi tornare ai livelli di prezzo precedenti.

E’ importante capirlo… soprattutto per chi, prudentemente, è abituato a lavorare con stop molto “stretti”.

Dunque, cambiano le condizioni di mercato: meglio, peggio? Chi può dirlo…

Come sempre una situazione oggettiva (aumento della volatilità) produce diverse interpretazioni soggettive, e soprattutto diverse reazioni: chi si allontana dai mercati… e chi non aspetta altro per entrare in modo deciso!

Ma cos’è la volatilità?
La volatilità è un indicatore che misura la “velocità del mercato”. Quando parliamo di velocità, siamo abituati a misurarla come il percorso fatto in un determinato intervallo di tempo. Quando corriamo in moto, la velocità si misura in km/h, ovvero quanti chilometri abbiamo percorso in un’ora. La volatilità invece misura quanta “strada” un titolo ha percorso in un intervallo di tempo ed è misurata in punti percentuali.
Dunque, la volatilità è un indice della variazione percentuale dei prezzi nel tempo.

Dobbiamo tornare a scuola?
Più che imparare nozioni, cerchiamo di capire come sfruttarle al meglio nella nostra operatività: anche se un po’ di calcoli non fanno male, in questo caso c’è un indice che ci aiuta: il VIX.

Il CBOE Volatility Index (VIX) è l’indice che misura la volatilità implicita delle opzioni con scadenza 30 giorni dell’indice S&P500. E’ quotato in punti percentuali come la volatilità storica.
Ma aldilà della definizione, è ben nota agli investitori l’anti-correlazione che lega l’indice VIXe l’andamento dei mercati azionari americani. Quando i mercati azionari salgono le quotazioni del VIX scendono, quando i mercati azionari scendono le quotazioni del VIXsalgono (è per questo motivo che il VIX è noto anche come “l’indice della paura”).

Dunque, qual è la morale?
Abbiamo una bassa propensione al rischio? Diamo un’occhiata al VIX e, se sale, decidiamo di andare a fare una passeggiata anzichè tradare…
Ovviamente vale il contrario per chi ha una propensione al rischio elevata (…assumendoci i relativi rischi!)

Bye
Filippo Cossetti

0 726

Fare trading emoziona!

Chi fa trading vive il mercato, spera, soffre, gioisce… Dall’esterno può sembrare un gioco… ma non è un gioco (e non c’è cosa che dia più fastidio – ad un trader di professione – sentirsi dire “giochi in borsa”!) ;o)

Non si tratta di essere suscettibili o permalosi, è che dietro un’operazione, dietro quel fatidico “click”, c’è un mondo: analisi degli indicatori, studio dei volumi, serie storiche, news, rumors… e chi più ne ha più ne metta.

Quindi, la domanda potrebbe essere: ma se è tutto un calcolo, un algoritmo, un analisi puntuale…. quale emozione può dare fare trading?

E qui che viene fuori l’eterno dilemma: “istinto o razionalità”?

La mia risposta è: “istinto e razionalità”

Certo, a livello sintattico cambia poco: una vocale… ma a livello pratico il giusto mix delle componenti è la differenza che ci fa fare la differenza.

Mi spiego meglio.

Programmare una strategia, formalizzare un trading system, individuare quelle che sono le percentuali statisticamente rilevanti per un ingresso a mercato sono indispensabili, e permettono con costanza e perseveranza di ottenere buoni risultati nel medio/lungo periodo.
Ma se a questo uniamo la capacità di “uscire dagli schemi” … beh… allora abbiamo una marcia in più.

Questo non significa annullare tutti i nostri sforzi razionali o non rispettare le strategie programmate (sarebbe un grosso errore), ma… integrare quelle con un pizzico di sano “istinto”.

Per fare un paragone, è come nel calcio: è importante avere delle componenti che danno certezze, garanzie, affidabilità (chi difende, chi imposta, chi corre e recupera) ma tutte le squadre, quando le cose si mettono male o non vanno come dovrebbero, si affidano al “fantasista”, al “genio e sregolatezza”, a quello che (spesso) non rispetta le regole o non “sta negli schemi” ma… con una giocata ti fa vincere la partita.

Nel trading è la stessa cosa: è bello ottenere risultati “programmati”, ma è “emozionante” andare a gain con un’operazione che “ti sentivi” e che hai avuto il coraggio di portare a termine!

Provare per credere! ;o)

Buona trading a tutti!

Filippo