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Stiamo ai fatti.

Fatto 1: Due le notizie interessanti apparse sui media: la prima è quella sull’indice ISM USA che ha … travolto le stime degli analisti. Ci si attendeva un lieve decremento o cmq variazioni modeste ed invece è schizzato a 59 dal precedente 57,1 di luglio. L’altra, riportata da un bel pezzo di Vito Lops sul Sole, è la prima registrazione negativa per il tasso Eonia (Euro OverNight Index Average). Si tratta del tasso a cui le banche si prestano denaro per ripianare il fabbisogno di riserve a fine giornata e solo per quella notte.

Fatto 2: Nella giornata odierna la borsa sembra particolarmente galvanizzata nonostante i dati per niente positivi, perché? Magari si aspetta qualcosa nell’appuntamento di domani con il board dellaBCE? Magari l’annuncio del ormai invocato QE in salsa europea?

Il fatto1 è senz’altro foriero di apprezzamento della moneta verde: se le attività Usa migliorano tutti vorranno comprare USA e quindi dollaro. Non solo. Il miglioramento congiunturale non potrà che spingere in prospettiva la Fed ad avviare una politica di contrazione dell’offerta monetaria o come minimo abbandonare la politica accomodante definitivamente. Rialzo dei tassi ergo della moneta.

Il fatto2 risulta più ambiguo. In se è una buona notizia che, volendola fare semplice, ci dice che le banche ritengono il rischio di prestarsi denaro ormai nullo ( o meglio -0,004%, sempre secondo Lops), quindi in linea con la politica monetaria della BCE.
E qui sta l’inghippo. Non è ovviamente dato sapere se nella prossima riunione sarà deciso un ulteriore taglio del main refinancing rate, il tasso a cui la BCE presta denaro alle banche, o un ulteriore inasprimento sui tassi di deposito (se una banca parcheggia liquidità presso la BCE ad oggi PAGA un 0,1%). queste però non sono colpi di bazooka.
Quello che servirebbe per dare una scossa all’economia, posto che da sola la politica monetaria basti, sarebbe un acquisto di titoli massivo. Il che ovviamente indebolirebbe l’Euro.
Il dubbio è che la notizia sui tassi bassi possa essere un argomento dei rigoristi nel procrastinare tali operazioni con la giustificazione: “in fondo la BCE il suo mestiere lo sta già facendo ed infatti il mercato si è allineato”.

Nell’attesa dei dati di domani pubblichiamo il grafico dell’euro / dollaro che, a rischio di apparire dei piccoli geometri della borsa, sembra suggerire il livello 1,27 / 1,275 come elemento a cui attendersi una reazione.

Che poi il mercato farà come gli pare è storia nota …..

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Quadruplicare il capitale sembrerebbe risultato sufficiente ad aggiudicarsi la palma della vittoria ed invece neppure quest’anno, dopo il secondo posto dell’edizione 2013 della IT Cup, Fernando Di Fazio è riuscito a salire sul gradino più alto del podio. “Bravo Giovanni” (Colombraro) commenta il nostro con la calma che lo contraddistingue.

Nato a Termoli, terra generosa di Campioni (basti pensare ad Achille Capecce e non solo), vive nella Capitale da ormai tre anni: “Le esigenze professionali della mia signora ci hanno portato a Roma, tanto io posso lavorare ovunque ci sia una connessione decente”. Classe ‘69, un figlio di 6 anni, un passato da commerciante il virus del trading l’ha contagiato nel ‘99 ma solo negli ultimi quattro anni è diventata l’attività principale.

Gli abbiamo chiesto della sua postazione: “Lavoro con tre PC e sei monitor. Tendenzialmente divido le visualizzazioni equamente tra grafici e book di negoziazione”.

Ma come si fa a realizzare il 326% in due mesi? “Beh un po’ di fortuna non guasta di certo, ma direi molta precisione, costanza e una certa calma. Dal punto di vista operativo tendo a farmi guidare dalla forza relativa, ossia vado a cercare quei titoli che sembrano più reattivi dell’indice. Intendiamoci essenzialmente sono uno scalper e quindi 1o 2 tick sono il mio target”.

Questo in teoria ma in pratica, davanti al monitor, quali sono i passi? “Diciamo che ci sono due step diversi: il primo che si basa su di una sorta di preanalisi grafica ed il secondo che tende a privilegiare le occasioni così come si presentano. In soldoni vado a cercarmi i titoli che ritengo più forti e poi li aspetto a ridosso di congestioni, magari con una robusta conferma di volumi. Per questo motivo mi occorre seguire anche la parte grafica.”

Quindi Azioni italiane tutto il giorno e mirino sul book pronto ad uscire? “Si prevalentemente azioni italiane ma qualcosa, molto poco per adesso, faccio su opzioni e futures. Però non esattamente tutto il giorno e non sempre il mirino sul book. Preferisco operare nella prima mattina e sulle comunicazioni macro del pomeriggio, a caccia di volatilità per dirla tutta, e mi capita di tenere i titoli un poco più a lungo. In questi casi, esulando dal mio ritmo solito, preferisco mettere uno sto loss in macchina. Le perdite è meglio prenderne qualcuna in più, ma sempre piccole e controllate.”

Per chi fosse curioso di spulciare l’operatività di Fernando Di Fazio eccone un concreto esempio

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Settimana ricca di dati macroeconomici ma il sentiment è ancora di attesa

Tutti d’accordo per il timing del rialzo dei tassi in Usa (il 2015 sembra apparire abbastanza lontano) un po’ meno unanime l’opinione su cosa viene dopo. Grande volatilità in Giappone, ne poteva essere diversamente visti gli scossoni assestati dall’Abenomics, mentre in Europa, con ancora l’eco dell’artiglieria di Draghi nell’aria, si discute di presidenti e poltrone.
La sensazione generale è che i mercati scontino un certo “ottimismo”.

Si diceva dei Dati Macro della settimana:

Questa mattina il dato PMI europeo con un consensus sostanzialmente invariato anche se un marginale miglioramento non meraviglierebbe. Discorso analogo per l’indice IFO tedesco (giu) di martedì.

La fiducia delle imprese in Francia invece dovrebbe confermare ancora una volta l’ennesima incertezza mensile. Ormai sono in molti a considerare la Francia il malato d’Europa, ad iniziare dai francesi stessi.

Nella giornata di venerdì i dati su consumi e inflazione in Germania dovrebbero confermare un rallentamento rimandando all’autunno notizie migliori (acqua al mulino di Draghi) mentre la fiducia delle imprese sia in Europa che Italia dovrebbe rallentare la crescita o lievemente flettere (rispettivamente) ma senza negare il trend positivo.

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Come una sorta di partita di tennis da tavolo sui vari oceani le banche centrali hanno preso una serie di misure per contrastare la crisi epocale di cui, secondo i più ottimisti, stiamo vivendo l’epilogo. Le imponenti operazioni di QE della Fed e l’ABEnomics giapponese tanto per fare gli esempi più eclatanti.

Il grande assente era la BCE ma, come è noto, in queste ultime settimane Mario Draghi ha smesso di parlare del bazooka ed ha iniziato ad usarlo. A questo punto però la pallina passa nuovamente negli USA. Qualche tempo fa un collega intervistandomi in una trasmissione specialistica chiedeva: “ma perché la Fed deve fare questo tapering”. La mia risposta, anche per una questione di tempi televisivi, è stata un laconico “deve riassorbire la liquidità in eccesso”.

Orbene la questione è un po’ più complessa ed è appunto il problema che si trova ad affrontare la Fed. Gli stimoli monetari in larga misura sono liquidità fornita al sistema. Il problema è che alla liquidità si accompagna l’inflazione. Sembra assurdo parlare di inflazione quando in Europa lo spettro della deflazione ha “convinto” l’austera Germania dell’utilità del bazooka di cui sopra. Ma è un po’ come per la combustione: occorre il combustibile, l’ossigeno e.. l’innesco. La liquidità da sola non basta a generare inflazione se le materie prime languono e l’occupazione (quindi la domanda di beni e servizi) non cresce. Al netto della dinamica delle commodities, il problema in Europa è un’occupazione asfittica ma in Usa stanno cominciando a rivedere al ribasso le stime della disoccupazione. Beati loro verrebbe da dire. Poi però tornano alla mente gli svariati trilioni di dollari di liquidità in eccesso su cui il bord della Fed siede in riunione ed inizi a non invidiare troppo chi deve prendere la decisione di quando e come gestire il tutto.

PS. Decisioni difficili significa incertezza ed i mercati hanno una propria forma di somatizzazione dell’incertezza delle banche centrali: la volatilità. La sfera di cristallo è ancora in riparazione, ma diciamo che se nei prossimi mesi la volatilità si alzasse bruscamente potremmo avanzare delle ipotesi.

I dati della settimana.

Essenzialmente è la giornata di martedì quella più significativa. L’indice ZEW di sentiment in Germania dovrebbe premiare la politica espansiva della BCE mentre l’indice CPI in USA dovrebbe confermare una traiettoria rialzista.

Eccovi la tabella.

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Allenamento, costanza e metodo: queste, a mio modo di vedere, sono le parole chiave nel trading (…come nella vita!).

Si potrebbe obiettare che la cosa fondamentale è “essere portati”… ma posso rispondere che la bravura solo in rari casi è una dote naturale, il più delle volte lo si diventa alla fine di un costante ed intenso allenamento.

Anzi, chi è “bravo naturalmente”, ottenendo immediatamente risultati straordinari, spesso cade nell’errore più pericoloso che ci sia nel trading: il “delirio di onnipotenza”. La convinzione di poter fare qualsiasi cosa sul mercato, di individuare sempre la strategia vincente, di poter operare senza “coperture” (tanto la decisione è sicuramente quella giusta…)… in una parola, la convinzione di poter prevedere costantemente cosa succederà.

Quindi sviluppiamo una pericolosissima credenza, ovvero, una “sensazione di assoluta certezza riguardo a qualcosa”.

E’ bello essere assolutamente certi e determinati se parliamo di obiettivi, di risultati, di vision che abbiamo nel lavoro come nella vita. Ma non possiamo avere questa certezza assoluta quando siamo a mercato: nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno può prevedere perfettamente cosa succederà.

Questo non significa “abbandonare il sogno di diventare un trader professionista”… non significa che non è possibile guadagnare con il trading… non significa che non si possano avere costanti performances positive…. Tutt’altro!

…Significa non dare per scontato tutto questo! …Significa comprendere che la performance positiva deriva dalla sommatoria di tante operazioni, alcune delle quali (statisticamente) saranno negative. …Significa non avere la presunzione di credere di poter battere sempre e costantemente il mercato.

Si può essere più o meno d’accordo, ma come dicevo all’inizio…. Questo errore porta a prendere troppa confidenza col mercato (in finanza comportamentale definita overconfidance ) e, inevitabilmente, ad abbassare la guardia….

Risultato?

Aumentare eccessivamente la leva, non mettere stop loss, non programmarsi take profit… in sintesi, dare per scontato che il risultato sarà sempre e comunque positivo.

A questo punto, il loss che inevitabilmente arriverà (magari l’unico nella mia carriera di trading) sarà quello che mi distruggerà economicamente e soprattutto emotivamente, andando a modificare radicalmente la mia vecchia credenza… in una praticamente opposta!

Dunque, allenamento, costanza e metodo… se poi a questa si unisce anche una “naturale predisposizione al trading”…. Beh, allora avete trovato il lavoro della vostra vita! ;o)

Bye

Filippo

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Ecco un altro eterno “dilemma” che assale chi opera giornalmente “a mercato”.
Eh si…. Mai come in questa attività, il “tutto e subito” si può potenzialmente verificare.

Non ci sono limiti di tempo… e neanche di importi.

Dico che non ci sono limiti di tempo perché, con uno spike di 100 punti – evento non raro nei mercati, in particolar modo in quello delle valute – il vostro capitale iniziale può lievitare ed incrementarsi anche nel giro di pochi minuti (…se non secondi, in presenza di news e dati macro importanti).

Non ci sono limiti di importi perché, grazie all’effetto leva, anche un capitale minimo può essere “sfruttato” al massimo generando una redditività potenzialmente paragonabile a quella di chi ha capitali con molti più zeri dopo la prima cifra… ;o)

Quindi, è lecito domandarsi: “…tutto e subito?”

…Andiamo a vedere l’altra faccia della medaglia.

E’ vero che possiamo guadagnare moltissimo ed in pochissimo in pochissimo tempo, ma perché questo avvenga si devono verificare tre condizioni:

– propensione al rischio altissima, per poter fare ciò che “il mondo” sconsiglia di fare, ovvero operare in corrispondenza dell’uscita di dati macro importanti;
– utilizzare l’effetto leva al massimo (anche questo, non proprio un consiglio da seguire…);
– trovarsi dalla parte giusta del mercato!

Un’elevata propensione al rischio si può avere, è una cosa naturale e varia da persona a persona.

L’utilizzo massimo dell’effetto leva è legata alla prima caratteristica… e all’offerta del vostro broker di riferimento (alcuni, in via prudenziale, pongono dei limiti all’utilizzo questo strumento).

L’ultima è la più importante: essere nel posto giusto e nel momento giusto…non si può prevedere, non si può calcolare e, soprattutto, non si può dare per scontata!

Se le cose non vanno nella giusta direzione, la nostra “alta propensione al rischio” diventa improvvisamente “incoscienza”… e quel fantastico strumento chiamato leva si trasforma nella principale causa di azzeramento e chiusura dei conti!

Vedere il mercato che sale… Vedere che sale velocemente…Ma osservare tutto questo essendo a mercato in posizione short e leva massima… significa trasformare quel “tutto e subito” in “niente e subito”!

Ecco perche alla domanda iniziale, la mia risposta è “ …no, grazie!”.

Buon trading a tutti!

Filippo

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Questo articolo non vuole essere un trattato di finanza comportamentale o uno studio sul mercato dei “lavori emergenti” rispetto a quelli tradizionali. Niente di tutto questo, solo delle riflessioni di un trader su quello che può rappresentare un approccio “produttivo”

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A volte capita si… e questa settimana, è stata una di quelle …

Inizio la week con un buon margine di gain impostando piccole operazioni di arrotondamento.
Con i dati in attesa decido di non espormi troppo per continuare pian piano il mio percorso e concentrarmi così maggiormente sull’operatività ordinaria.
Direi che tutto prosegue molto bene, fintanto che Mercoledì 26 seguendo il Future Euro Fx faccio questa pensata:

“è vero il cross sembra voler andare al ribasso però, il mio gain è sufficiente per poter assumere un rischio controtrend e magari gli 1.38 fungeranno da supporto psicologico”

pochi secondi dopo questo ragionamento il mio ordine era già in maschera e sono a mercato…
Galleggia un po’ a ridosso degli 1.38 per parecchie ore successive all’operazione ed avendo in testa che essendo io long sicuramente il mercato andrà long, con serenità e tranquillità decido di piazzare l’ordine di stop loss e portare overnight tutta l’operazione.

Nella giornata successiva impegni di varia natura mi trattengono lontano dai monitor e dalle quotazioni, sono però tranquillo ho il mio stop aggiornato ed inserito dopo mezzanotte per dargli la validità del giorno dopo…
scopro nel tardo pomeriggio che i prezzi hanno battuto e superato il mio stop…

“peccato ma sapevo fin dal principio di esser controtrend e comunque lo stop mi ha salvato… chiuderò in ogni caso la week con una buonissima percentuale, circa 10 punti in più di quella precedente…”

Stamattina (venerdì) verso le 9.30 con molta calma accendo i monitor, gli occhi sbalzano fuori dalle orbite… l’operazione non è mai stata chiusa !!! Vedendo il grafico già ieri ero in forte perdita e quindi il mio primo pensiero è stato:

“perché non ho avviato 5 min la piattaforma del campionato per assicurarmi che l’ordine fosse andato a buon fine, che imprudente (per usare un eufemismo) sono stato !” il secondo pensiero è stato: “devo assolutamente uscire, l’operazione sta andandomi totalmente contro e sono quasi già una figura in loss”

Inevitabilmente esco sui minimi di giornata (1,3710 ), da lì a pochi minuti il cross Future Euro Fx si gira dall’altra parte tornando in alto… il mio stato d’animo ne risente abbastanza…

Ovviamente l’ordine non è stato eseguito per un errore mio, poiché ho impostato lo stop loss sul book del Micro Euro Fx che corrisponde ad 1/10 di Euro Fx principale… Un mese pe raggiungere buoni risultati e 48 ore per rovinare tutto… eh vabbè.
Siamo però a metà, certo sarà dura, sia emotivamente che tecnicamente tornare alti, ma questa volta la superficialità mi ha tirato un brutto scherzo…
Come si suol dire però, le grandi performance passano anche attraverso piccoli (medi) errori.

Sperem !

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Avrei voluto esporre a mo’ di cronaca sportiva quelle che avrebbero dovuto essere le ultime sessioni di trading, invece mi è toccato contare le pastiglie e le effervescenti per una colossale influenza… ma Consiulium e la ItCup possono attendere ? Direi proprio di no !

Pertanto, seppur le condizioni fisiche non mi hanno permesso di raggiungere l’ufficio ai primi cenni di di miglioramento ho ben pensato di trasformare lo smartphone in una sala trading; impresa tassativamente da non ripetere poiché aumenta esponenzialmente il rischio di minusvalenza e soprattutto la febbre non cala.

Con un occhio alla classifica mi sono imposto di applicare le mie strategie che, seppur “febbricitanti”, mi hanno permesso anche questa settimana di aggiungere punti percentuali alla performance totale.
In riferimento a quanto introdotto, l’operatività di questa settimana è stata costituita al 90% da operazioni in scalping (che confesso non essere l’operatività a me congeniale) quindi mordi e fuggi veloci ma, sempre in trend, nello specifico sulla salita di eur/jpy da 141 a 141.80 di lunedì 17 Marzo in mattinata e, viceversa, la mattina del martedì 18 Marzo.

Mercoledì 19 Marzo invece è stata la volta di eur/usd anche se nel complesso la giornata è stata davvero molto noiosa, tutta in attesa della riunione del Fomc che ha congelato il trend per tutto il giorno e mi ha concesso solo qualche pips, che ho comunque felicemente messo in portafoglio…
Finalmente la febbre ha iniziato a svanire pian piano, ovviamente non ho neanche preso in considerazione l’idea di effettuare operazioni durante la riunione, non è consuetudine della mia operatività.

Giovedì 20 Marzo riesco ad essere alla mia scrivania, non pienamente in forma fisicamente ma carico emotivamente e volenteroso di far bene per incrementare la mia posizione, consapevole che potrà esser una giornata con volatilità interessante, in mattinata alle ore 9:00 ricevo un segnale short su eur/usd, entro a mercato, il trend mi da immediatamente ragione, 30 min dopo e con qualche pips di gain sembra voler lateralizzare e nella mia mente scatta il pensiero che non è ancora maturo per scendere ed essendo le 9.30 la giornata sarà lunga. Chiudo la posizione certo che più tardi avrò modo di reimpostarla da un livello più alto di quello attuale (1.3820) e data l’influenza dei giorni precedenti decido di farmi portare una spremuta ed un buon caffè, accompagnato da un delizioso croissant…errore fatale !! Da quel momento, alle due ore successive, il cross giungerà a 1.3760 con un trend ben definito e senza nessun segnale di inversione ! Le buone performance passano anche attraverso delle mancate performance… sperem.
Adirato con l’eur/usd decido di concentrarmi sulla nostra moneta contro yen… pochi spunti e giornata che conclude al termine con un mercato azionario, soprattutto quello italiano, che sale con convinzione.

La mia settimana termina qui e riprenderà Martedì 25 Marzo 2014, mi concedo una pausa fuori dal territorio Italico, nella speranza che la sangria, che spero di gustare a fiumi, non offuscherà le mie view per la settimana ventura.

In bocca al lupo !

Uramaki

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Siamo in una fase di mercato in cui l’andamento tranquillo e “prevedibile” di qualche settimana fa sembra un lontano ricordo… non c’erano grandi rally ma, probabilmente, neanche grandi possibilità di guadagno.

Sul Forex siamo abituati ad avere grandi movimenti e, conseguentemente, grandi occasioni per tradare. Meno frequente, invece, è vedere l’Eurostoxx50 che fa 100 punti in un paio di ore, per poi tornare ai livelli di prezzo precedenti.

E’ importante capirlo… soprattutto per chi, prudentemente, è abituato a lavorare con stop molto “stretti”.

Dunque, cambiano le condizioni di mercato: meglio, peggio? Chi può dirlo…

Come sempre una situazione oggettiva (aumento della volatilità) produce diverse interpretazioni soggettive, e soprattutto diverse reazioni: chi si allontana dai mercati… e chi non aspetta altro per entrare in modo deciso!

Ma cos’è la volatilità?
La volatilità è un indicatore che misura la “velocità del mercato”. Quando parliamo di velocità, siamo abituati a misurarla come il percorso fatto in un determinato intervallo di tempo. Quando corriamo in moto, la velocità si misura in km/h, ovvero quanti chilometri abbiamo percorso in un’ora. La volatilità invece misura quanta “strada” un titolo ha percorso in un intervallo di tempo ed è misurata in punti percentuali.
Dunque, la volatilità è un indice della variazione percentuale dei prezzi nel tempo.

Dobbiamo tornare a scuola?
Più che imparare nozioni, cerchiamo di capire come sfruttarle al meglio nella nostra operatività: anche se un po’ di calcoli non fanno male, in questo caso c’è un indice che ci aiuta: il VIX.

Il CBOE Volatility Index (VIX) è l’indice che misura la volatilità implicita delle opzioni con scadenza 30 giorni dell’indice S&P500. E’ quotato in punti percentuali come la volatilità storica.
Ma aldilà della definizione, è ben nota agli investitori l’anti-correlazione che lega l’indice VIXe l’andamento dei mercati azionari americani. Quando i mercati azionari salgono le quotazioni del VIX scendono, quando i mercati azionari scendono le quotazioni del VIXsalgono (è per questo motivo che il VIX è noto anche come “l’indice della paura”).

Dunque, qual è la morale?
Abbiamo una bassa propensione al rischio? Diamo un’occhiata al VIX e, se sale, decidiamo di andare a fare una passeggiata anzichè tradare…
Ovviamente vale il contrario per chi ha una propensione al rischio elevata (…assumendoci i relativi rischi!)

Bye
Filippo Cossetti