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TELECOM ITALIA

Diverse notizie coinvolgono Telecom: due notizie riguardano operazioni di compravendita effettuati da Intesa Sanpaolo e Mediobanca mentre una terza notizia ha carattere per così dire legale. Per quanto riguarda Mediobanca ci giungono voci che abbia ceduto il pacchetto di azioni sul mercato a un prezzo medio di 0,871 euro, in linea con il valore di carico, per un controvalore complessivo di 191 milioni. Nei giorni scorsi invece Mediobanca ha ceduto l’1,6% di Telecom sul mercato secondo una fonte vicina alla banca. Infine vi informiamo che l’autorità per la concorrenza e il mercato ha annunciato di aver aperto quattro procedimenti per inottemperanza nei confronti di operatori di telefonia mobile, fra cui Tim, con l’accusa di aver fornito agli utenti servizi a pagamento non richiesti o richiesti in modo inconsapevole.

BANCHE

Secondo Giuseppe Castagna AD di Popolare Milano l’esercizio degli Srep richiesto sotto la supervisione della Bce potrebbe concludersi con la richiesta per alcuni istituti di ricapitalizzazione.

Sempre sulla stessa falsariga Roberto Nicastro, vice presidente Abi, in un intervista al Giornale afferma che la nuova ondata di requisiti in arrivo da Bce, Fsb ed Eba potrebbe tradursi in nuovi aumenti di capitale. “Dalla politica serve un nuovo mandato europeo ai regolatori”, dice. “La stabilità è raggiunta, ora ci vuole più credito” le sue testuali parole. Infine il Messaggero sottolinea che il Banco Santander ha aperto la caccia a una popolare italiana

BUZZI UNICEM

Pur senza entrare nei dettagli e fornire gli aspetti finaziari dell’operazione Sika ha annunciato l’acquisizione della partecipazione rimanente in Addiment Italia da Buzzi.

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Grexit si Grexit no. L’accordo si trova, stiamo per firmare anzi no stavolta fallisce. Ma stiamo parlando di finanza o di politica?

Venerdì scorso i mercati scontavano un esito favorevole, lunedì hanno brindato e la sbornia è durata fino a tutto martedì. Poi la doccia fredda di ieri.

Nella prosaica quotidianità dell’economia reale i dati forniti dai vari istituti indicano bel tempo (bilancia commerciale, pil, dinamica dei prezzi e da ultimo il record degli ordinativi dell’industria). L’impressione è che i mercati abbiano solo voglia di festeggiarli questi dati e solo (?) la possibile Grexit lo impedisca.

Da un punto di vista economico e finanziario alla Grecia non serve uscire dall’Euro. Dall’altro lato della barricata Mario Draghi continua a sottolineare che la Grexit rappresenta un territorio inesplorato. Accordarsi serve a tutti.

Stante le premesse, che peraltro non sono nuove su queste pagine, potrebbe darsi il caso che tra qualche mese tutta la questione Grexit e le relative oscillazioni dei mercati le derubricheremo a “fasi di confronto e trattativa politica”.

Quindi?

Parlare di Buy Opportunity forse è un po’ eccessivo ma restiamo convinti della posizione che abbiamo preso sul fondo Fondersel PMI (isin: IT0000386489) negli scorsi giorni a 26,72, di seguito il grafico. Per chi non avesse seguito, l’idea di base è che sia proprio il mercato italiano a presentare il potenziale di crescita maggiore e naturalmente nel panorama italiano le PMI. Da cui la scelta.


fondersel

E se invece ci sbagliassimo? E se i grandi statisti a Berlino e Bruxelles riuscissero a soffocare la ripresa in culla?

A livello di macro aree le scelte sono poche: in Cina la bolla dell’indebitamento privato sembra essere venuta al pettine, i paesi emergenti sono a rischio tassi (l’indebitamento dei paesi emergenti è in dollari e con i tassi USA che si apprestano a salire…) non restano che gli USA. Anche qui non volendo cadere nella trappola del titolo blasonato preferiamo un prodotto che investe nelle PMI di USA e Canada. Eurizon PMI America (isin: IT0001007274) Di seguito il grafico.

 

 

eurizon

 

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Sarà l’influenza dell’amico Bellosta, sarà l’instabilità del vecchio continente, sarà la stagionalità che deprime l’istinto dello spulciatore di grafici sta di fatto che ho sbattuto il naso sul grafico del dollaro-yen.

Ve lo propongo sia di lungo periodo che di più imminente impostazione. Direi che possiamo definirlo un break. Occhio però che la prima mattina italiana non è esattamente l’ora più gettonata dai trader delle due sponde del Pacifico.

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Ci siamo, tra qualche giorno ci sarà l’evento che noi trader aspettiamo tutto l’anno:  IT Forum a Rimini.

Vivo questo esperienza ormai da diversi anni, e il “pensiero da Trader” che in questi giorni mi passa per la testa è rivolto a chi, per la prima volta, si avvicina a questo mondo.

Tanta informazione, tante novità, tante speranze ed aspettative.

Da un lato rivivo la mia esperienza, dall’altro  provo ad immaginare il percorso che per molti comincia adesso… e, spero per loro, durerà il più possibile.

Ad onor del vero, la caratteristica che ho notato in questi anni – purtroppo – è rappresentata dall’elevata frequenza di “ricambio” in termini di presenze.

Mi spiego meglio.

Tante persone, tanto entusiasmo, tanta voglia di fare… per poi “sparire” l’anno successivo.

Come in tutte le attività c’è una “selezione naturale”, dettata da passione, interessi, perseveranza, risultati e sconfitte.  Proprio in quest’ultima voce, a mio modo di vedere, è da ricercare la causa di una cosi alta percentuale di abbandoni: nel trading le “vittorie” possono essere eclatanti, ma le “sconfitte” possono avere effetti devastanti, sia in termini economici che mentali.

E’ tutto amplificato.

Questo un trader esperto lo sa… perché ci è passato (nel bene e nel male). Ma chi inizia ora, no…

Qualcuno dirà: “è un percorso che devono fare tutti… per crescere”.

 

E’ vero, ma nel trading bisogna necessariamente “contestualizzare” questo concetto.

In altri contesti l’errore non “brucia” definitivamente le persone … ne l trading invece accade. Nel trading il concetto che passa è…

  • “apri il conto e sei operativo in 5 minuti…
  • “spunta l’informativa e dichiara che sai di investire in strumenti rischiosi”
  • “…poi, mi raccomando, vai alla sezione “formazione”…

E come se regalassimo una Ferrari  ad una persona che ha appena preso la patente (e per far trading non serve nemmeno quella…) e poi dicessimo: “ecco le chiavi… puoi raggiungere i 350 Km/h , ma mi raccomando, vai piano”.

Quante probabilità ci sono di veder passare l’entusiasta neopatentato “in seconda” a 30 Km/h?

Nessuna!

E quante di vederlo “piantato” contro un muro qualche curva più in la…?

Parecchie…

Torniamo a noi: apertura “istantanea”, versamento immediato,  piattaforma innovativa e “leva” altissima:  questo – a mio modo di vedere – è il motivo dell’elevata frequenza di “ricambio” in termini di presenze.

Ma non è colpa di nessuno… o forse si.

In PNL parliamo di “Focus”:

  • se il focus è quello giusto… orientato al tempo necessario per comprendere i rischi, all’allenamento, al giusto atteggiamento e alla formazione… allora ci siamo.
  • se invece il focus è sulla possibilità di guadagnare tanto e subito… allora non ci siamo.

Perché è vero che con un EurUsd con ingresso long a 1,05 e a leva massima…in tre settimane guadagni più di una vita lavorativa come dipendente…

Ma è altrettanto vero che ad 1.05 quasi tutti “gridavano” alla parità… al “superdollaro”… e alla fine dell’Euro.

E secondo voi…  chi ha iniziato a fare trading da poco… da che parte del mercato si è posizionato?

A voi la risposta…. E l’insegnamento.

Buon trading “professionale”…

Filippo

 

 

 

 

 

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Realizzare un portafoglio modello efficiente non, va da se, impresa semplice. Soprattutto quando si cerca di impostare delle strutture che siano ad un tempo flessibili e facilmente accessibili al cosiddetto grande pubblico. Si corre il rischio di aggiungere un’altra buona intenzione al viale infernale di proverbiale memoria.

Uno dei rischi di ogni impresa è quello di “innamorarsi” dell’idea di partenza.

Come evitarlo? Semplice: ascoltare altre campane.

All’uopo abbiamo chiesto il parere di Luca Barillaro.

Conosco Luca da più di diciotto anni e l’aspetto di lui che mi ha sempre colpito, la sua peculiarità assoluta, è che rifiuta quasi aprioristicamente il pensiero dominante. Intendiamoci, stiamo parlando di un grande professionista della finanza, consulente e formatore di alcune tra le più importanti aziende nazionali (Borsa italiana o Eni per dirne qualcuna) quindi nessun atteggiamento donchisciottesco, nessuna carica contro i mulini a vento. Semmai una costante ricerca del modo “migliore e più giusto”.

Insomma il prototipo dell’altra campana.

  1. Luca è possibile costruire un portafoglio efficiente con etf/etc?
  2. Allo stato attuale gli etf/etc hanno ancora diverse criticità sia strutturali che fiscali che ne impediscono un utilizzo costante nell’ambito di un assett allocation. Possono essere usati per ottenere un’esposizione altrimenti non replicabile su settori ed aree geografiche non domestiche  ma sempre tenendo in mente che sotto alcuni aspetti rimangono penalizzanti.
  1. Quali sono i limiti che vedi?
  2. I limiti sono dati dalla fiscalità penalizzante (utili e perdite non si possono compensare) e della presenza in alcuni etf a leva ed etc di effetti distorsivi nel medio termine. Per questo bisognerebbe comunque stare o su etc con sottostante fisico o etn, mentre per quelli a leva bisognerebbe utilizzarli solamente in intraday o nell’arco di un paio di sedute.
  1. Quindi il portafoglio si può costruire ma occorre tenere ben presente i limiti dello strumento. A quando strumenti più efficienti?
  2. Il vero passo in avanti per la nostra Borsa è stato l’introduzione dei fondi comuni quotati. Chiaramente c’è un fuoco di sbarramento da parte degli intermediari che vedrebbero penalizzata la loro rete di vendita. Molti intermediari non ti fanno nemmeno vedere i fondi a video o non te li fanno negoziare. Una vera assurdità. Mi ricorda tanto quando qualche anno fa proposi in un convegno dedicato agli istituzionali l’eliminazione dell’anonimato nelle negoziazioni di Borsa. Del resto era una situazione già presente prima del 2002. Nel 2015 quando ormai anche il segreto bancario non esiste più perché dobbiamo ancora vedere dei book dove lo spoofing avviene impunemente?
  1. Ma allora lo strumento esiste ma ci sono barriere all’ingresso. E tutto quanto di male sappiamo sui fondi?
  2. Ovviamente dipende dai fondi, ce ne sono di buoni e di cattivi. E se lasciassimo decidere al mercato? Se lasciassimo alla comunità finanziaria nel suo complesso il compito di separare il grano dal loglio?
  1. Cosa ci riserva il futuro
  2. Il cambiamento non può essere arrestato. Se da una parte le Banche e le reti vendita giocano sulla parola consulenza creando confusione tra promotori e consulenti indipendenti, dall’altro vogliono ritardare l’arrivo dei fondi in Borsa.

In ogni caso sempre più case d’investimento quoteranno i loro fondi ed anche i grossi player dovranno alla fine portarli sul mercato, disponibili a tutti senza passare da reti di vendita, con grande vantaggio per noi consulenti indipendenti.

  1. L’ultima domanda è off topic … o quasi. Cosa ne pensi del detto “il meglio è nemico del bene”?
  2. Il mercato si diverte spesso a negare i vecchi modi di dire e il mercato ha sempre ragione.

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Il titolo è ambizioso e il tema importante. Per poterlo affrontare riuniremo il 22 maggio alle 12,00 nella sala Borgo dell’ITF di Rimini alcuni dei migliori trader ed analisti del settore quali Alessandro Aldrovandi, Luca Barillaro, Massimiliano Malandra ed Enrico Malverti lasciando al sottoscritto la moderazione.

L’argomento è la costruzione di un portafoglio modello, ossia data una certa quantità di denaro ci prefiggiamo lo scopo di … Già, di fare cosa?

Massimizziamo il rendimento? Cerchiamo una strategia che minimizzi il rischio? Oppure propendiamo nel classico “in medio stat virtus”? Purtroppo non si tratta solo di regolare la manopola del rischio/rendimento. Ognuno può costruire il proprio portafoglio sulla base delle proprie esigenze e aspettative. Fiumi d’inchiostro sono stati riversati nei libri per trovare la formula giusta.

Molto più semplicemente noi di Consilium abbiamo fatto una scelta in base a due diverse logiche operative: la prima si basa sulla diversificazione più assoluta e l’altra viceversa sul cavalcare un mercato (azionario) specifico.

Proviamo a ragionare sui due approcci

Diversificazione

E’ fra le poche realtà assolute del mondo della finanza: non si scommette tutto su un solo cavallo. Il vero grande rischio degli investimenti finanziari non risiede com’è noto nel perdere denaro. Il vero rischio è di uscire dal mercato. L’idea è che fino a che si resiste alla fine il mercato ti darà una possibilità. Che sia una bolla negativa sui debiti sovrani o l’avvento di Internet avrai un’occasione. E qui s’inserisce un’altra declinazione del concetto di diversificazione: la possibilità di cavalcare agevolmente il tema del momento. Lo strumento con cui farlo (noi abbiamo scelto i fondi sintetici etf,etc), il bilanciamento complessivo del portafoglio fino alle problematiche anche fiscali sono temi determinanti.

Specializzazione

In contrapposizione alla diversificazione si sceglie un mercato e su di esso si cavalcano i singoli titoli migliori. Alla base il concetto che in questo caso sarà il mercato a decidere i temi su cui puntare. Condizione indispensabile è che sia un mercato efficiente. Inutile dire che nel nostro caso la scelta è caduta sul mercato azionario USA. Il lettore avveduto avrà già colto la debolezza del ragionamento: in caso di mercato orso anche i titoli migliori scenderanno. Per questo motivo si sceglie di sacrificare parte del rendimento a favore di strategie di hedging. Il peso (dinamico) delle coperture, le problematiche operative e le metodologie di valutazione e scelta dei singoli titoli saranno ovviamente i nodi da sciogliere per ottenere i risultati sperati.

Una sessione didattica certo non può essere esaustiva di tali e tanti argomenti ma speriamo sia funzionale ad aprire un dibattito su questi temi.

 

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Svolta significativa nei conti MPS. I dati relativi al 1 trimestre 2015, infatti, dopo una lunghissima serie di risultati negativi, evidenziano un utile (bottom line a €72,6mn).

I ricavi core, pur caratterizzati da una composizione diversa dal previsto, sono stati comunque del tutto allineati alle attese ; commissioni nette in crescita del 9,3% qtrimestre su trimestre, ma in calo dello 0,5% anno su anno a €443mn. Si registra invece un importante contributo del trading income, a €186,6mn.

Per quanto riguarda i costi operativi si evidenzia una riduzione del dato anno su anno a €653,3mn (-1,1% y/y)

Dal gruppo intanto sono stati diffusi i nuovi target finanziari al 2018 (nell’ambito nell’aggiornamento del Piano Industriale dell’anno scorso, post Comprehensive Assessment e nuovo capital plan), che prevedono un CAGR 2014/18 dei ricavi pari al 4,8%, un Cost/Income 2018 inferiore al 50% e un utile netto di €880mn.

Secondo recenti interviste il CEO Viola non ha escluso la possibilità per future aggregazioni, anche con qualche banca popolare domestica, una volta completati l’iter della riforma della categoria delle banche cooperative e l’operazione di aumento di capitale da €3md (che dovrebbe partire a fine maggio, subordinatamente all’ottenimento del via libera della BCE).

Ulteriori commenti verranno presi in esame dopo la conference call di oggi.

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Chissà quanti trader hanno atteso questa settimana… e chissà quanti preferivano non fosse mai arrivata.

L’EurUsd è stato quello che tutti i trader aspettano… come “l’onda perfetta” per chi fa surf!

Una settimana da incorniciare… ovviamente per i posizionati long…

Col senno di poi sembra facile dire “era un movimento ampiamente previsto”…. ed infatti non lo dico (almeno io!): c’è poco nella vita di “ampiamente previsto”, figuriamoci nel trading… !

La volatilità degli ultimi tempi poteva far pensare a tutto e a niente…

In realtà qualche piccolo segnale il nostro cross ce l’ha dato: dopo un’inesorabile discesa iniziata esattamente un anno fa… si è toccato il minimo storico a 1.0450. Poi la risalita…

Decisa come la caduta? Magari!

Troppo bello…. Troppo “prevedibile”…

Dopo una settimana: 1.1040… e poi giù!

Dopo due settimane: 1.1050… e poi di nuovo giù!

Dopo tre settimane: 1.1030… e ancora giù!

Dopo quattro settimane: 1.1050… per poi sprofondare a 1.05!

Poi, di nuovo su… con tutti pronti a “scommettere” su una nuova caduta.

E invece no: stavolta il “muro” eretto a 1.1050 cade inesorabilmente… e il “quadruplo massimo” delle settimane precedenti, anziché indebolire il cross, sembra gli abbia dato la forza giusta per fare il grande

salto: 1.1305. Ottocento pips… in due settimane! “L’onda perfetta”.

E’ questo il bello del trading… premia chi, con professionalità,

applica le regole che gli permettono di arrivare “pronto” a queste occasioni.

Cosa intendo per “pronto”?

Con il capitale economico magari un pò eroso, ma con quello emotivo al massimo….e non “stremato” dai continui “tentativi” casuali. Proprio così…il mercato “fiacca” le resistenze di chi è convinto di sapere – in anticipo – cosa succederà.

Quali regole? Una su tutte:

“Taglia le perdite e lascia correre i profitti…”

Chi di voi l’ha rispettata?

Buon Trading!

 

Filippo

 

 

 

 

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In linea con le attese i risultati di FCA relativi al 1 trimestre

Il Fatturato ha evidenziato una performance del 19.3% attestandosi su un valore pari a € 26.4b (4% a parità di cambi), grazie alle performance in NAFTA. Ad una analisi di dettaglio spicca la performance di Jeep con +11% e revenues +22%.
L’EBIT registra un valore pari a a€ 792m rispetto ai € 270m fatti registrare nel 1 trimestre 2014. Tali valori sono in linea con le stime di € 780m. Sempre l’EBIT depurato delle componenti atipiche è, invece, stato pari a € 800m,.
Il debito industriale netto è € 8.6bn, meglio della nostra attesa di € 8.9bn, in crescita QoQ a causa della stagionalità del circolante.

Le guidance 2015 sono state confermate: volumi compresi tra 4.8-5.0m, fatturato di € 108bn, utile netto tra € 1.0-1.2bn e indebitamento netto industriale tra € 7.5 – 8.0 bn

Si tratta in sostanza di dati votati all’insegna della positività. Unica nota negativa è la performance di Maserati.
Durante la conference call Fca ha ribadito la necessità di un ulteriore round di consolidamento in un settore caratterizzato da una significativa capital intensity, in cui solo pochi players riescono a ripagare il capitale investito. I considerevoli investimenti necessari per lo sviluppo di nuovi modelli devono essere spalmati su un ammontare di volumi più elevato possibile.

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Il gruppo automobilistico pesenta oggi, a mercato aperto, i risultati Q1-15. Sempre per oggi, e’ in programma un meeting  pomeridiano . Per i risultati operativi Q1-15 si prevede un significativo incremento conseguente al positivo andamento su mercato  dei segmenti operativi del gruppo, NAFTA

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