Authors Posts by Ascanio Leandro Strinati

Ascanio Leandro Strinati

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Classe 1970, ha iniziato ad interessarsi di Borsa nel 1993. Nel 1996 abbandona la carriera di ufficiale dell’Esercito (Genio Trasmissioni) per dedicarsi al trading e all’editoria finanziaria. Giornalista – pubblicista ha collaborato con diverse testate giornalistiche (Borse&Finanza, Gazzetta di Modena, PC&Borsa, etc etc). Per diversi anni ha tenuto una rubrica di analisi tecnica su “Economia” del gruppo Rieffeser (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno). Socio fondatore, è stato amministratore delegato e vice direttore di LombardReport.com, storica testata giornalistica on line di borsa. Dal 1999 organizza Il Campionato di Borsa con denaro reale, la ITCup, che ha sfornato personaggi di primissimo piano nel panorama del ToL italiano. Attualmente direttore della testata on line itConsilium, blogger sulle testate del gruppo Browneditore (FinanzaonLine, Borse.it, Finanza.com), collabora con Trading Library e con il portale Eduweb. Coautore del libro “Guida al Trading di Borsa” edito da Il Sole 24 Ore. Appassionato di storia (soprattutto militare), di energie alternative e delle tematiche dello sviluppo sostenibile, è socio e consigliere d’amministrazione di società di produzione di energia fotovoltaica.

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Come una sorta di partita di tennis da tavolo sui vari oceani le banche centrali hanno preso una serie di misure per contrastare la crisi epocale di cui, secondo i più ottimisti, stiamo vivendo l’epilogo. Le imponenti operazioni di QE della Fed e l’ABEnomics giapponese tanto per fare gli esempi più eclatanti.

Il grande assente era la BCE ma, come è noto, in queste ultime settimane Mario Draghi ha smesso di parlare del bazooka ed ha iniziato ad usarlo. A questo punto però la pallina passa nuovamente negli USA. Qualche tempo fa un collega intervistandomi in una trasmissione specialistica chiedeva: “ma perché la Fed deve fare questo tapering”. La mia risposta, anche per una questione di tempi televisivi, è stata un laconico “deve riassorbire la liquidità in eccesso”.

Orbene la questione è un po’ più complessa ed è appunto il problema che si trova ad affrontare la Fed. Gli stimoli monetari in larga misura sono liquidità fornita al sistema. Il problema è che alla liquidità si accompagna l’inflazione. Sembra assurdo parlare di inflazione quando in Europa lo spettro della deflazione ha “convinto” l’austera Germania dell’utilità del bazooka di cui sopra. Ma è un po’ come per la combustione: occorre il combustibile, l’ossigeno e.. l’innesco. La liquidità da sola non basta a generare inflazione se le materie prime languono e l’occupazione (quindi la domanda di beni e servizi) non cresce. Al netto della dinamica delle commodities, il problema in Europa è un’occupazione asfittica ma in Usa stanno cominciando a rivedere al ribasso le stime della disoccupazione. Beati loro verrebbe da dire. Poi però tornano alla mente gli svariati trilioni di dollari di liquidità in eccesso su cui il bord della Fed siede in riunione ed inizi a non invidiare troppo chi deve prendere la decisione di quando e come gestire il tutto.

PS. Decisioni difficili significa incertezza ed i mercati hanno una propria forma di somatizzazione dell’incertezza delle banche centrali: la volatilità. La sfera di cristallo è ancora in riparazione, ma diciamo che se nei prossimi mesi la volatilità si alzasse bruscamente potremmo avanzare delle ipotesi.

I dati della settimana.

Essenzialmente è la giornata di martedì quella più significativa. L’indice ZEW di sentiment in Germania dovrebbe premiare la politica espansiva della BCE mentre l’indice CPI in USA dovrebbe confermare una traiettoria rialzista.

Eccovi la tabella.

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