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Massimiliano Malandra

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Analista fondamentale, tecnico e quantitativo, socio Aiaf. Ha lavorato come consulente aziendale fino al 2000, poi presso l’Ufficio Studi del settimanale Borsa & Finanza fino al 2012 realizzando analisi di settori e titoli, redazione di report; analisi intermarket; creazione di modelli quantitativi per asset allocation e stock picking. Nel 2013 ha cofondato il sito FinanzaOperativa.com, di cui cura i portafogli in Etf e in titoli italiani. Collabora con le principali riviste finanziarie italiane (Patrimoni, Advisor, Effe, Milano Finanza) ed è spesso ospite della trasmissione televisiva “Soldi”. È autore di un capitolo del libro “Invest in Europe Now!” di David Kotok e Vincenzo Sciarretta (ed. Wiley & Sons). Esperto di approccio risk parity, cura strategie quantitative di successo costruite con questa metodologia in etf e fondi comuni.

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A una settimana dalla fine del terzo trimestre dell’anno, i risultati del Portafoglio Italia rimangono decisamente positivi. Il Ftse Mib ha superato l’area di 22.200 punti (al close di mercoledì 20 settembre): l’indice delle blue chip italiane porta così il guadagno al +17,12% da inizio anno. Molto meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +43,11 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +19,81% e quello dei “10 dogs”, +17,59 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +45,09%, seguito da Banco Bpm, da Intesa SanPaolo (+28,83%) e da Azimut (+21,87%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

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Verrebbe da dire dalla “teoria alla pratica”. Una formula che funziona da oltre vent’anni sembra venire meno, sebbene principalmente per cause eccezionali. Quindi? Quindi se bastava fare due conti sugli utili …. No, le cose sono un filino più complesse ed è anche per questo che è nato un progetto come quello dei mastini, che infatti sta appunto facendo il proprio dovere (ved. articolo).

Ascanio L. Strinati

direttore

Andamento divergente per i “Cani” del Ftse Mib e del Dow Jones. In Italia il paniere di 10 titoli selezionati con la metodologia di Michael O’Higgins prosegue infatti la propria marcia al rialzo: a fronte di un robusto +16,7% messo a segno dal Ftse Mib da inizio anno, il portafoglio dei “10 cani” (vale a dire 10 titoli selezionati tra i 40 del Ftse Mib con il miglior dividend yield) segna +17%, ma il “sottopaniere”dei “5 cani” sale del 19,4% e infine quello denominato PPP (cioè composto da un solo titolo, Banco Bpm), segna +40% da inizio anno. FinecoBank (+42,2%), banco Bpm, e Intesa SanPaolo (+26,7%) sono i tre migliori titoli del paniere.

Discorso differente, invece, per il Cani originali, ovvero quello selezionati tra le 30 azioni del Dow Jones Industrial: con l’indice in rialzo del 10,1%, i 10 “Dogs of the Dow” si fermano a un +7,5% da inizio anno. Boeing 8+54,5%) è il best performer dei Dogs, seguito da Caterpillar (+28,2%) e da Merck (+10,6%). Boeing, che sta beneficiando anche dei nuovi ordini dalla Malysian Airlines, è anche tra i maggiori contributori della performance dell’Etf “high dividend stocks” di Vanguard mentre Caterpillar è uno dei quattro titoli shortati – insieme a Tesla e Amazon, e per ora con ampie perdite – dal Greenlight Capital del guru David Einhorn. Ancora brutte notizie, invece, da Exxon: il colosso petrolifero, tra i peggiori contributori del portafoglio con un -12% circa, ha subito anch’esso l’uragano Harvey, che ha bloccato le raffinerie del Golfo del Messico.

 

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Il Ftse Mib si mantiene sotto la soglia dei 22.000 punti, e porta la performance da inizio anno a sfiorare il +14 per cento. Ancora meglio dell’indice delle blue chip italiane si stanno però comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm, miglior titolo del paniere: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno segna un +41,36 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +18,08% e quello dei “10 dogs”, +15,56 per cento. Dopo Banco Bpm, FinecoBank è il secondo miglior titolo del portafoglio con un +39%, seguito da Intesa SanPaolo (+25,43%) e da Azimut (+21,43%). L’unico titolo fortemente negativo rimane Eni, che segna -11,9 per cento.

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

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Con un Ftse Mib al di sopra della soglia dei 21.600 punti, l’indice delle blue chip italiane guadagna il 13,38% da inizio anno. Performance importante per il nostro listino che si colloca tra i migliori del mondo occidentale, ma ancora meglio, in parte grazie ai dividendi, si comportano i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo (che nasce dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm) da inizio anno, segna un +40,38 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +18,72% e quello dei “10 dogs”, +16,24 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +42,38%, seguito da Banco Bpm, Intesa SanPaolo (+27,51%) e da Azimut (+22,12%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

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La correzione delle ultime seduta sta riportando il Ftse Mib verso area 21.400 punti: l’indice delle blue chip italiane conserva così un guadagno del 12,3% circa da inizio anno. Un’ottima performance, che lo colloca tra i migliori panieri azionari occidentali, ma ancora meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo (che nasce dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm) da inizio anno, segna un +42,23 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +19,4% e quello dei “10 dogs”, +16,95 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +42,75%, seguito da Banco Bpm, Intesa SanPaolo (+25,4%) e da Azimut (+22,2%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

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Il Ftse Mib si è riportato al di sopra della soglia dei 21.700 punti: l’indice delle blue chip italiane guadagna così il 13,9% da inizio anno. Un’ottima performance di sicuro per il nostro listino, ma ancora meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo (che nasce dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm) da inizio anno, segna un +38,57 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +20,38% e quello dei “10 dogs”, +18,14 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +43,12%, seguito da Banco Bpm, Intesa SanPaolo (+27,5%), da Azimut (+27,5%) e da Unipol Gf (+24,2%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

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Sono nati per essere fedeli all’investitori oppure perché mordono metaforicamente le caviglie del Dow Jones, incalzandone le performance? L’etimologia dei “Dogs of the Dow” può essere ambigua, ma il risultato è certo, sperimentato in oltre 30 anni di applicazione. La metodologia dei “Dogs” è del gestore americano Michael O’Higgins, pubblicata per la prima volta nel libro ‘Beating the Dow’ nel 1990. Vuol essere, nella pratica, una classica buy and hold strategy, condotta con un orizzonte temporale annuale, con un approccio sia statistico sia fondamentale.

Vediamolo in dettaglio. L’indice di partenza è il Dow Jones Industrial (nel caso statunitense, il Ftse Mib in quello italiano), per cercare di minimizzare il rischio di incappare in aziende men che solide. Dai titoli di questi indici (30 per il Dow e 40 per il Ftse Mib) si ricavano i prezzi di chiusura nell’ultima seduta dell’anno, il dividendo erogato nell’anno (depennando quindi eventuali titoli che nel corso dell’anno non avessero distribuito utili ed eventuali dividendi straordinari) e ricavando quindi il rendimento, lo yield (rapporto fra il dividendo erogato e prezzo degli stessi). La decisione di scegliere l’ultima seduta dell’anno è arbitraria, ma comoda dal punto di vista del calcolo delle performance e dei dividendi erogati dalle imprese; tuttavia nulla vieta di puntare su una data di partenza differente con l’accortezza di mantenere poi i titoli selezionati per 12 mesi.

Ordinando per yield decrescente, vengono scelti i primi dieci titoli che presentano il rendimento più elevato: questo portafoglio dei “10 dogs” è il più conservativo e il più diversificato: un alto numero di titoli porta a una minore vulnerabilità del portafoglio, in presenza di perdite da parte di uno o più titoli. Dato che il sistema tende a escludere le aziende che non erogano dividendi, e quindi in particolare le growth stock, la filosofia alla base di questa prima scelta di titoli si basa su una certa stabilità nella distribuzione degli utili da parte delle blue chip. Un elevato yield indica quindi nella generalità dei casi una certa sottovalutazione del titolo, o comunque un mercato che in quel momento non crede nella società o meglio nelle sue capacità prossime di aumentare i profitti; ma mentre i prezzi fluttuano, la volatilità dei dividendi è in genere senz’altro inferiore. I dividendi, poi, in Italia ma anche negli Stati Uniti, rappresentano un’importante fonte di guadagno sui mercati azionari (si veda il grafico relativo alle performance dell’S&P500).

Il secondo passaggio consiste invece nell’ordinare i dieci titoli prima individuati per quotazione crescente e scegliere i primi cinque, quelli cioè con il prezzo più basso. Questo perché una variazione in termini assoluti nel prezzo ha chiaramente un impatto più elevato se il prezzo è inferiore. Il portafoglio così individuato dei “5 dogs” risulta più speculativo rispetto al precedente, anche perché i titoli presenti sono la metà. Costruire il terzo portafoglio – che viene indicato come Ppp (acronimo di penultimate profit prospect) – consiste in realtà nella semplice scelta di un titolo, il secondo fra i cinque precedenti.

Questa la teoria. E la pratica? Storicamente i portafogli hanno sempre avuto performance molto interessanti, in genere superiori agli indici di riferimento (Dow Jones e Ftse Mib). E il flusso cedolare dato dai dividendi è sempre stato un piacevole intermezzo nel corso dell’anno. Di seguito i risultati dei vari portafogli nel corso del 2015 e 2016, e quelli del 2017 aggiornati a venerdì mattina 21 luglio.

Cani 2015
Cani 2015

 

 

dogs2016-ita
cani2016

 

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Performance decisamente interessanti. Tuttavia si può fare ancora di meglio con questi titoli? Certamente sì. Ad esempio movimentando un po’ di più il Buy & Hold annuale dei 10 titoli. Come? Lo vedremo nei prossimi articoli. E i risultati non deluderanno di sicuro!

 

 

 

 

 

 

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Il Ftse Mib si conferma in area 21.400 punti e il rialzo da inizio anno si mantiene intorno al 12,3 per cento. Aumenta quindi il distacco, in parte grazie ai dividendi, che stanno dando all’indice tutti e tre i nostri

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Il Ftse Mib si mantiene al di sopra della soglia dei 21.000 punti e conserva così un guadagno del 12,1% da inizio anno. Molto meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando tutti e tre i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +35,25 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +17,46% e quello dei “10 dogs”, +19,9 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +40,1%, seguito da Banco Bpm e da Intesa SanPaolo (+25,85%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

 

 

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Il Ftse Mib si è riportato ancora una volta al di sopra della soglia dei 21.000 punti (al close del 6 luglio): l’indice delle blue chip italiane guadagna così il 10,46% da inizio anno. Un’ottima performance per il nostro listino,

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