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Massimiliano Malandra

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Analista fondamentale, tecnico e quantitativo, socio Aiaf. Ha lavorato come consulente aziendale fino al 2000, poi presso l’Ufficio Studi del settimanale Borsa & Finanza fino al 2012 realizzando analisi di settori e titoli, redazione di report; analisi intermarket; creazione di modelli quantitativi per asset allocation e stock picking. Nel 2013 ha cofondato il sito FinanzaOperativa.com, di cui cura i portafogli in Etf e in titoli italiani. Collabora con le principali riviste finanziarie italiane (Patrimoni, Advisor, Effe, Milano Finanza) ed è spesso ospite della trasmissione televisiva “Soldi”. È autore di un capitolo del libro “Invest in Europe Now!” di David Kotok e Vincenzo Sciarretta (ed. Wiley & Sons). Esperto di approccio risk parity, cura strategie quantitative di successo costruite con questa metodologia in etf e fondi comuni.

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Parte forte il Ftse Mib in queste prime settimane del nuovo anno, ma anche il nuovo Portafoglio Italia 2018, costruito con le metodologie di Michael O’Higgins, tiene il passo. Nel dettaglio il migliore è stato il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Intesa SanPaolo: il primo gruppo bancario italiano da inizio anno segna un +7,87 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +4,8%, quindi quello dei “10 dogs”, con un +4,03 per cento. Unipol è il miglior titolo del portafoglio con un +10,9%, seguito da Intesa SanPaolo ed Eni (+6,52%). Il Ftse Mib resta invece sopra la soglia dei 23.000 punti e segna +6,64% da inizio anno. I 10 titoli del Portafoglio Italia 2018 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, Terna, Poste Italiane, Eni, Generali, Azimut e Atlantia. Dopo un 2017 in cui il Portafoglio era decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management), quest’anno la componente utility è tornata a pesare sul paniere con tre titoli.

 

 

 

 

 

 

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Dopo due anni – 2015 e 2016 – in cui il Portafoglio Italia aveva letteralmente stracciato il benchmark (il Ftse Mib), nel 2017 la gara è stata molto combattuta, anche perchè l’anno è stato tendenzialmente di rialzo per tutti i comparti. In ogni caso i tre portafogli hanno compiuto il loro dovere e realizzato performance molto interessanti, contro un Ftse Mib che nel 2017 ha segnato +14,49 per cento.

Nel dettaglio, il portafoglio dei “10 Dogs” ha messo a segno un +15,12% comprensivo dei dividendi, quello dei “5 Dogs” ha segnato +13,34%, mentre il Portafoglio composto dal solo titolo Banco Bpm, cosiddetto “PPP”, dopo aver registrato durante l’anno performance superiori al 40%, ha chiuso il 2017 con un +14,31 per cento. I risultati 2017 in dettaglio sono nel file excel allegato. Da segnalare FinecoBank, best performer con un +65% e anche il fatto che uno solo dei titoli (Eni con un -5,32%) abbia chiuso l’anno in negativo.

Con i dati di fine 2017 siamo però pronti a rinnovare il portafoglio anche per il 2018, affidandoci sempre alla metodologia dei “Cani del Dow” ideata e pubblicizzata dal guru americano Michael O’Higgins – selezionando i 10 titoli con il rendimento del dividendo più elevato – per costruire un portafoglio in grado di battere il Ftse Mib. I portafogli in realtà, con questi 10 titoli sono tre. Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib.

Ordinando questi 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs“: alla base del motodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato. Quest’anno è Intesa SanPaolo.

Il portafoglio 2018 completo, che trovate in fondo, non ha subito grandi mutamenti rispetto al 2017.

Ci abbandonano Banco Bpm per il fatto che nel 2017 non ha distribuito dividendi, e FinecoBank best performer del 2017.

Vengono sostituiti da “vecchie conoscenze” del 2016, vale a dire Atlantia e Terna. Complessivamente, quindi, un portafoglio meno sbilanciato sul comparto finanziario e ripesato sulle utility.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Si assesta il listino italiano dopo la correzione che ha limato anche le performance dei nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +25,57 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +16,71% e quello dei “10 dogs”, +16,59 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +63,7%, seguito da Banco Bpm e Intesa SanPaolo (+24,28%). Il Ftse Mib resta invece sopra la soglia dei 22.000 punti e segna +17,19% da inizio anno.

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

 

 

 

 

 

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Recupera, solo parzialmente, il listino italiano, dopo la correzione che ha limato anche le performance dei nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +17,8 per cento. A seguire il paniere dei “10 dogs” con un +14,27% e quello dei “5 dogs”, +13,62 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +56,03%, seguito da Intesa SanPaolo (+24,03%) e Banco Bpm. Il Ftse Mib torna invece sopra la soglia dei 22.000 punti e segna +17,34% da inizio anno.

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

 

 

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La correzione in atto sul listino italiano (e non solo) ha limato le performance dei nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +22,77 per cento. A seguire il paniere dei “10 dogs” con un +15,57% e quello dei “5 dogs”, +15,34 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +52,95%, seguito da da Intesa SanPaolo (+25,35%) e Banco Bpm. Il Ftse Mib scivola verso la soglia dei 22.500 punti e segna (al close di giovedì 9 novembre) +18,62% da inizio anno.

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

 

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Riparte di slancio il Ftse Mib, che si porta oltre la soglia dei 23.000 punti. E segna (al close di giovedì 2 novembre) +20,74% da inizio anno. Molto bene, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando però anche i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +32,9 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +19,52% e quello dei “10 dogs”, +18,86 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +55,1%, seguito da Banco Bpm e da Intesa SanPaolo (+26,1%).

 

 

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

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Le recenti prese di beneficio sul comparto azionario, e sui titoli finanziari in particolare, hanno leggermente ridotto le performance del Portafoglio Italia 2017 che rimangono in ogni caso decisamente confortanti. Dopo oltre nove mesi dall’inizio dell’anno il Ftse Mib si è confermato oltre la soglia dei 22.500 punti e quindi porta ora il guadagno al +18,23%. Ancora meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +43,11 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +20,55% e quello dei “10 dogs”, +18,02 per cento. Dopo Banco Bpm FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +40,88%, seguito da Intesa SanPaolo (+29,16%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

 

 

 

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Si conclude con oggi il terzo trimestre dell’anno e i risultati del Portafoglio Italia 2017 sono decisamente confortanti. Dopo nove mesi il Ftse Mib si è portato oltre la soglia dei 22.500 punti e quindi porta ora il guadagno al +18,34% da inizio anno. Ancora meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +52,88 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +22,73% e quello dei “10 dogs”, +19,18 per cento. Dopo Banco Bpm FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +44,43%, seguito da Intesa SanPaolo (+31,07%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

 

 

 

 

 

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A una settimana dalla fine del terzo trimestre dell’anno, i risultati del Portafoglio Italia rimangono decisamente positivi. Il Ftse Mib ha superato l’area di 22.200 punti (al close di mercoledì 20 settembre): l’indice delle blue chip italiane porta così il guadagno al +17,12% da inizio anno. Molto meglio, in parte grazie ai dividendi, si stanno comportando i nostri portafogli costruiti con le metodologie di Michael O’Higgins. Il migliore resta il Portafoglio PPP costituito da un solo titolo, che quest’anno è Banco Bpm: il nuovo gruppo, nato dall’aggregazione di Banco Popolare e Bpm, da inizio anno, segna un +43,11 per cento. A seguire il paniere dei “5 dogs” con un +19,81% e quello dei “10 dogs”, +17,59 per cento. FinecoBank è il miglior titolo del portafoglio con un +45,09%, seguito da Banco Bpm, da Intesa SanPaolo (+28,83%) e da Azimut (+21,87%).

I 10 titoli del Portafoglio Italia 2017 – in ordine crescente di prezzo – sono: Unipolsai, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unipol, Snam, FinecoBank, Poste Italiane, Generali, Eni e Azimut. Dopo diversi anni, quindi, per la prima volta il Portafoglio è decisamente sbilanciato sul comparto finanziario (banche, assicurazioni e asset management).

portafoglio Italia

 

ClassificaDogs

 

 

 

 

 

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Verrebbe da dire dalla “teoria alla pratica”. Una formula che funziona da oltre vent’anni sembra venire meno, sebbene principalmente per cause eccezionali. Quindi? Quindi se bastava fare due conti sugli utili …. No, le cose sono un filino più complesse ed è anche per questo che è nato un progetto come quello dei mastini, che infatti sta appunto facendo il proprio dovere (ved. articolo).

Ascanio L. Strinati

direttore

Andamento divergente per i “Cani” del Ftse Mib e del Dow Jones. In Italia il paniere di 10 titoli selezionati con la metodologia di Michael O’Higgins prosegue infatti la propria marcia al rialzo: a fronte di un robusto +16,7% messo a segno dal Ftse Mib da inizio anno, il portafoglio dei “10 cani” (vale a dire 10 titoli selezionati tra i 40 del Ftse Mib con il miglior dividend yield) segna +17%, ma il “sottopaniere”dei “5 cani” sale del 19,4% e infine quello denominato PPP (cioè composto da un solo titolo, Banco Bpm), segna +40% da inizio anno. FinecoBank (+42,2%), banco Bpm, e Intesa SanPaolo (+26,7%) sono i tre migliori titoli del paniere.

Discorso differente, invece, per il Cani originali, ovvero quello selezionati tra le 30 azioni del Dow Jones Industrial: con l’indice in rialzo del 10,1%, i 10 “Dogs of the Dow” si fermano a un +7,5% da inizio anno. Boeing 8+54,5%) è il best performer dei Dogs, seguito da Caterpillar (+28,2%) e da Merck (+10,6%). Boeing, che sta beneficiando anche dei nuovi ordini dalla Malysian Airlines, è anche tra i maggiori contributori della performance dell’Etf “high dividend stocks” di Vanguard mentre Caterpillar è uno dei quattro titoli shortati – insieme a Tesla e Amazon, e per ora con ampie perdite – dal Greenlight Capital del guru David Einhorn. Ancora brutte notizie, invece, da Exxon: il colosso petrolifero, tra i peggiori contributori del portafoglio con un -12% circa, ha subito anch’esso l’uragano Harvey, che ha bloccato le raffinerie del Golfo del Messico.