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Filippo Cossetti

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E' dottore di Ricerca in Economia e Gestione dei Mercati Finanziari, docente accademico e formatore in ambito economico finanziario e consulente aziendale per l'internazionalizzazione. Trader privato sul mercato valutario ha dimostrato dal vivo le sue capacità operative aggiudicandosi la Best Forex Performance a ITCup 2013. Di seguito infine le sue principali pubblicazioni: "Internazionalizzazione e finanza innovativa: trading system per la gestione del rischio di cambio"; "ECB Monetary Policy and Term Structure of Interest Rates in the Euro Area: an Empirical Analysis"

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Analisi tecnica che passione… potrebbe essere il sottotitolo di questo articolo…   Avete visto l’andamento dell’Euro Dollaro negli ultimi tre mesi? Da un punto di vista grafico è fantastico: – parte dei massimi (1.0830) – tocca i minimi (1.05) –

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Ci risiamo…   Qualche settimana fa tutti pronti a scommettere su un euro dollaro sotto la parità:   –  divergenza macroeconomica “chiara” –  crollo inevitabile – i dati macro “rafforzano” questa tendenza – ormai presa una direzione “certa”   …Chiaro…

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Si, è possibile fare un gain al giorno… e anche di più! Sembra un’affermazione più da “motivatore” che da trader…

In realtà c’è una solidissima base che conferma quello che ho appena scritto. L’importante è avere ben chiari quelli che sono i nostri obiettivi:

– vogliamo vincere “tutto e subito” come al Superenalotto? Non facciamo trading!

– vogliamo fare 10.000€ al giorno, tutti i giorni? Non facciamo trading!

– Vogliamo approcciare il Trading in modo superficiale… e sperare che le cose vadano bene? Non facciamo trading!

E allora, perché dovremmo farlo?

Il segreto per un “buon trading”, aldilà della complessità dei mercati o dello specifico strumento che utilizziamo, sta nell’apprezzare e goderci quei momenti in cui siamo sulla piattaforma: siano essi 5 minuti, 30, un’ora 4 (non vado oltre…)

Dobbiamo avere un duplice approccio a mercato:

– “leggero“, e parlo da un punto di vista mentale

– “duro“, e parlo di una strategia professionale (studia l’ingresso, posiziona lo stop… e il take profit).

Ecco la mia “ricetta di Natale“:

  1. Decidiamo noi la nostra operatività, il nostro timeframe… secondo il “nostro stile di trading”: 5 min, 30 min, 1 ora, 4 ore, daily…
  1. Abbassiamo i lotti (…andiamo sui “micro”).
  1. Ingresso “leggero”… Facciamo operazioni “che ci sentiamo”… certi che non potremo guadagnare subito ed essere perfetti (…chi lo è?), ma consapevoli del fatto che l’eventuale loss sarà minimo… (grazie alla nostra strategia “di rigore”).
  1. Al primo gain… ci fermiamo! Analizziamo la “nostra” strategia vincente e soprattutto ci complimentiamo con noi stessi.

5.” Resistiamo” alla tentazione di rientrare subito a mercato (non siamo alle slot machine!)… Stacchiamo la spina e, se vogliamo, ricominciamo al successivo timeframe (quello scelto in precedenza…. senza barare e senza cambiare strategia “in corsa”…. è l’errore che fa chi ha la “dipendenza da gioco”!)

Qual’è lo scopo?

Avere un OBIETTIVO CHIARO

… mi basta guadagnare anche pochissimo, riconoscermi questo risultato ed essere soddisfatto perché poi (anche se con piccoli importi…) ogni giorno il mio back office si incrementa di “numeri in verde”… e con esso anche la mia autostima e la mia identità da trader.

Funziona, così ve lo assicuro.

Questo “esercizio di Natale” ha un triplice obiettivo:

allenare la vostra capacità di trovare “ingressi a mercato”

allenare la “disciplina”

creare uno storico, una serie “risultati” nel vostro back office.

C’è un problema.

Se alla “leggerezza” iniziale… uniamo anche la “leggerezza nella strategia” (che invece deve essere “rigida, dura, hard..), tutto il lavoro fatto non sarà servito a niente.

Si chiama overconfidance…

Insomma, se ci “lasciamo andare” anche solo una volta… basterà un’operazione fatta in modo “improvvisato” (senza stop loss, senza avere un target price o mettendo più lotti rispetto a quelli che posso sopportare, psicologicamente o economicamente) per annullare tutto quello che abbiamo fatto precedentemente… e anche di più.

E’ questa la dura legge del trading!

Il segreto è nel trovare il giusto mix tra leggerezza e rigore…

Quindi…

Un gain al giorno è possibile, certo!

1€… 10, 50 o 100… basta sapersi accontentare e gratificarsi per il successo ottenuto… magari chiudendo la piattaforma e andando fuori e… con il “frutto” della nostra strategia… goderci un caffè, una cena… o qualcosa di più (…nei limiti dei risultati ottenuti)

Saper far trading e un grandissimo dono… apprezzare questo dono… e magari condividere con gli altri il frutto dei nostri successi è la differenza fondamentale che aumenta la qualità della nostra vita.

 

Buon 2017 a tutti…

 

Filippo

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Per comprendere il comportamento di un trader, occorre essere consapevoli di quello che succede all’interno della sua testa.

Proviamo a comprendere la cosa da un diverso punto di vista.

Secondo l’Analisi Transazionale (Eric Berne)  possiamo suddividere la personalità in diverse parti, a cui diamo il nome di “stati dell’IO“.

In estrema sintesi… e senza voler fare troppa Accademia… Berne definisce uno “stato dell’Io” come “un insieme coerente di pensieri, sentimenti ed esperienze direttamente correlate ad un insieme coerente di modelli di comportamento“.

Tradotto?

Mi comporto in un certo modo perchè penso, ragiono ed ho avuto delle esperienze specifiche.

Per semplificare… facendo un primo esempio nel settore che ci interessa più da vicino:

  • Ho guadagnato molto in passata… la mia identità è “trader speculativo”

(sono in overconfidance col mercato… i miei ingressi a mercato sono decisi: “mi preparo ad un altro gain”)

  • Ho perso molto….ho un’identità “Trader prudente”

(sono più insicuro: ci penso più degli altri… “prima di incorrere in altri loss”).

Ovviamente per Eric Berne non era così facile…

Ogni persona, infatti, possiede infiniti stati dell’Io

…ma per fortuna possono essere sintetizzati in tre gruppi:

– GENITORE

– BAMBINO

– ADULTO

 

Tutti e tre importanti, ma uno di essi prevale in ciascuno di noi.

Vediamo se riconosci il tuo…

Il GENITORE (G)

Parliamo dell’insieme di pensieri, sentimenti e comportamenti che ci caratterizzano e che abbiamo acquisito durante la nostra infanzia a seguito della relazione con le figure significative: i nostri genitori, parenti, maestri… o da tutte quelle persone autorevoli che incontriamo negli anni della nostra formazione.

Possiamo avere:

Genitore Normativo, con atteggiamenti di comandi e divieti, il sancire regole, dettare leggi, ecc.

Genitore Affettivo, che invece si prende cura, mostra attenzione, premura, da sostegno ed è comprensivo.

 

Il BAMBINO (B)

Il Bambino è l’insieme di pensieri, sentimenti e comportamenti che risalgono alla nostra infanzia. E’ uno Stato dell’IO che si manifesta come vecchi comportamenti dell’infanzia: così come la persona reagiva da bambino. Si parla di:

Bambino Spontaneo: Creativo, si esprime liberamente, vive appieno le emozioni, non è interessato al giudizio degli altri. Manca però di “senso del contesto”, può danneggiare se stesso e gli altri non tenendo conto della realtà

– Bambino ribelle: Ha una personalità forte, porta avanti le proprie idee con decisione, sa quel che vuole… non è facilmente gestibile, distonico (dice “NO” per principio), è contro le regole e non gli

importa di creare relazioni.

Bambino Adattato: docile, accetta le regole, collabora, agisce per farsi accettare… Poca personalità, si sottomette alle regole, subisce per farsi accettare.

 

L’ADULTO (A)

E’ lo sto dell’Io più “equilibrato e razionale“.

L’Adulto è un insieme “obiettivo” di pensieri, sentimenti e comportamenti coerenti con la situazione che stiamo vivendo (qui ed ora) : osserva, raccoglie, registra ed utilizza le informazioni interne (dagli altri stati dell’IO) ed esterne (provenienti dall’esperienza e dalla realtà circostante)

Dunque, tutti noi abbiamo dei comportamenti riconducibili a questi 3 stati dell’IO: GENITORE, BAMBINO, ADULTO.

…Ora, però,basta con la teoria!

Dopo questa breve panoramica… vediamo come le tre tipologie che ci caratterizzano possono influenzare i nostri risultati nel trading

Se il nostro approccio davanti ai mercati è da GENITORE… vediamo cosa accade…

 

Genitore normativo” (Critico, deciso, rigido):

PRO: la decisione può essere determinante in fasi di mercato instabili. Mantenere una posizione anche se tutti dicono il contrario…. può portare a grandi profitti (“…solo io ci ho creduto e ho tenuto duro”)

CONTRO: si può andare incontro a perdite “sciocche” e prevedibili (tutti gli indicatori andavano in una direzione, ed io mi sono intestardito nel mantenere la posizione o andare contro il mercato).

 

“Genitore affettivo” (Protettivo, affettivo… apprensivo):

pro: essere “buoni con se stessi” nell’applicazione di strategie che non stanno dando profitti… può portare delle soddisfazioni nel medio lungo termine.

contro: l’incapacità di prendere una decisione può portare a grandi perdite, alla ripetizione di errori e ad inutili auto-giustificazioni.

 

Se il nostro approccio davanti ai mercati è da BAMBINO

“Bambino Spontaneo”: operazioni istintive, gain imprevedibili… ma anche perdite che azzerano il conto.

“Bambino Ribelle”: operazioni contro-trend, voglia di emergere andando contro tutto e tutti… Anche qui, possibili grandi gain, ma anche perdite “prevedibili” ed incapacità di imparare dagli errori fatti.

“Bambino Adattato”: operazioni tranquille che seguono una strategia. Ottimo… se non fosse per il fatto che la continua indecisione porta a cambiare strategie semplicemente perchè il condizionamento esterno è molto forte (banche d’affari, news, segnali dei “professionisti”) e viene subìto se si rientra in questo “stato dell’IO”

Allora, vi starete domandando, qual’è l’approccio corretto?

Probabilmente quello ADULTO (Distaccato emotivamente, analitico e razionale): per gestire la nostra realtà dei mercati abbiamo bisogno di trovare in continuazione strategie efficaci senza subire interferenze limitanti.

 

Ma perchè ho scritto “probabilmente” e non “sicuramente”?

Perchè l’approccio “ADULTO” sembra quello più efficace (agente razionale)… ma allo stesso tempo, se fosse usato da solo, toglierebbe “l’anima” a questa bellissima professione.

La nostra operatività sarebbe fredda e calcolatrice, equiparabile a quella di un Trading System ben programmato.

E che c’è di male?

Nulla…. ma allora facciamo girare i Trading System e andiamo a farci una passeggiata!

Siamo esseri umani, abbiamo delle emozioni, delle passioni… ed una di queste è per il trading!

Ok la razionalità… ma è giusto che ci sia anche il fattore emotivo. Dobbiamo soltanto fare in modo che sia gestibile…

Dunque, approccio da ADULTO (strategia precisa), lasciando però spazio – quando e se possibile – ad operazioni stravaganti (bambino spontaneo… con stop loss!), o ad ingressi decisi (Genitore Normativo … con stop loss e take profit!) o operazioni contro il “pensiero degli esperti” (bambino ribelle… con stop loss… e pianificazione di una strategia di “rientro da presumibili perdite).

 

Così il trading diventa “vivo”, remunerativo… e anche divertente!

 

Buon trading!

Filippo

 

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La risposta è molto semplice: si.

…Come mai soltanto pochissime persone ci riescono?

A mio avviso il trading è un lavoro bellissimo, ma come tutte le cose deve essere fatto con la giusta misura, nel giusto tempo e soprattutto con il giusto approccio.

Qualsiasi lavoro, anche il più bello del mondo… se fatto tutti i giorni… per più ore al giorno (magari anche per più delle canoniche 8 ore…) diventa qualcosa di “pesante”.

In realtà non parlo solo di lavoro… parlo di qualsiasi situazione della nostra vita, inclusi hobbies e relazioni personali

Le persone hanno diversi livelli di bisogni da soddisfare

bisogni fondamentali…. connessi alla sopravvivenza fisica dell’individuo ( fame, sete, sonno…). Sono i primi a dover essere soddisfatti a causa dell’istinto di autoconservazione;

bisogni legati alla sicurezza… devono garantire all’individuo protezione e tranquillità;

Una volta soddisfatti questi… però…  l’indole umana va alla ricerca della varietà… altrimenti subentrano abitudini, noia e frustrazione.

Questo vale anche nel trading.

Per vivere di trading bisogna essere bravi a gestire questo “bisogno di varietà”.

Qualsiasi strategia di trading  che faccia guadagnare… magari poco, ma in modo costante e soprattutto nel tempo (al punto da garantire una rendita)… a lungo andare diventa noioso, poco stimolante o  poco “eccitante”… e allora è nell’indole umana cercare qualcosa “di diverso”.

Dunque… operazioni particolari, ingressi “spericolati” a mercato,  voglia di stupire e di stupirsi… voglia di fare qualcosa che generi adrenalina e che ci faccia fare la differenza rispetto alla “noiosa media”.

Ed è questo il momento in cui il trader riesce a bruciare quanto di buono fatto grazie a un metodo a una strategia o allo studio programmato.

E allora…?

Cerchiamo di soddisfare questo “bisogno di varietà” in un modo più produttivo:  si può vivere di trading… ma non solo trading.

Diversifichiamo.

Nella mia esperienza il trading è una delle mie attività in “portafoglio”: i risultati arrivano comunque, anzi… non è detto che arrivano solo  stando 8-10 ore davanti alla piattaforma: al contrario… questo approccio esaurisce le nostre risorse mentali, la nostra lucidità e reattività… e dunque i nostri rendimenti.

In conclusione…

Certo, si può vivere di trading… basta avere una buona formazione, un buon metodo, essere pronti al cambiamento e soprattutto essere disposti a non fare solo ed esclusivamente questa attività.

Condivisibile o meno, questo è il mio punto di vista… la mia esperienza.

 

Buon trading a tutti

Filippo

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Molti “neo trader” mi chiedono: “…si può vincere sempre nel trading?”

La mia risposta è… si.

A questo punto l’entusiasta principiante si mette in “modalità ascolto” pronto a scoprire:

– Strategie;

– Trading System “sicuri”;

– Algoritmi segreti o pattern vincenti…

Insomma… pensa subito ad una “formula magica” che possa cambiargli la vita.

In effetti devo dire che la maggior parte delle persone rimane molto delusa quando comprende che “vincere sempre nel trading” non significa fare 100 gain su 100 operazioni…

Proprio no… anzi, alla larga da chi vi prospetta una cosa del genere…

Significa invece entrare in un processo mentale nel quale si comprende che anche i “loss” sono delle preziose vittorie…

In che senso…?

La mia principale strategia, non solo nel trading, è questa:

“non esiste vincere o perdere, ma vincere o imparare”.

Vincere o imparare… io non perdo mai.

Questa è “la differenza”… che ci “fa fare la differenza”.

Qui entra in gioco la capacità di essere equilibrato a livello emozionale.

Siamo istintivi, e spesso ai loss reagiamo:

– abbattendoci

– avvilendoci

– rientrando subito per recuperare quanto perso…

E’ normale che sia così, siamo  essere umani non macchine, commettiamo errori… siamo vulnerabili.

La differenza la fa la capacità di riconoscere questi errori e imparare a non ripetere sempre gli stessi.

Magari nuovi errori…. e poi altri… ma sempre ad un “livello più alto”: questo è un processo di crescita continua che nel trading – come nella vita – porta all’ eccellenza… qualsiasi sia il nostro settore.

Dunque, Non esiste vincere o perdere, ma vincere… o imparare.

 

Buon trading

 

Filippo

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Alzi la mano chi, anche se solo per una volta, non ha pensato di voler fare un’operazione del genere quando si è messo davanti alla propria piattaforma di Trading. Anzi! Spesso ci sia avvicina a questa attività con la speranza

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Questo è un argomento che mi fa imbestialire: ma visto che “predico” la “gestione emotiva nel trading”, applico quello che dico e… e torno tranquillo.

Scherzi a parte: sento molti colleghi e neo-trader dire: “anche sotto l’ombrellone, grazie a tablet o smartphone, sono sempre operativo”.

No, no e ancora no!

Se si chiamano “vacanze”, o “ferie”, o “pausa estiva”…. ci sarà un motivo.

Dobbiamo (e vogliamo) rilassarci sia fisicamente che mentalmente. Soprattutto mentalmente…

E’ vero, siamo “multitasking” ed il nostro cervello ha diverse aree celebrali (soprattutto e donne…), ma essere in ferie e contemporaneamente avere posizioni aperte è comunque un “impegno” per il nostro cervello… un’attenzione continua ai mercati… un lavoro.

 

A mio avviso, se l’obiettivo è “staccare”, lo si fa su tutto…. Trading incluso.

Ma avete mai visto impiegati portarsi faldoni di pratiche sotto l’ombrellone?

Dirigenti stare al mare in giacca e cravatta con segretaria al seguito?

Poliziotti arrivare in spiaggia in divisa, armati e con l’orecchio sulla trasmittente?

Se si… è un problema per loro!

L’approccio al trading professionale è quello di qualsiasi altro lavoro: pausa = pausa. Punto.

A parte le battute egli esempi “estremi” (che comunque servono a comprendere il giusto approccio), l’obiettivo di questo articolo è far comprendere quanto sia importante prendersi un momento di pausa, nella vita lavorativa tradizionale come nel trading.

I veri pericoli sono:

– arrivare a settembre “scarichi” e impreparati a ricominciare “il lavoro” con la giusta energia e concentrazione;

– prendere alla leggera le operazioni effettuate (visto l’ambiente vacanziero)…. ed andare incontro a perdite (magari faticosamente ottenute durante l’anno);

– essere distratto… e non vivere al massimo un periodo di vacanza insieme ai propri cari.

 

…potrei continuare, ma mi fermo qui: ritorno alla gestione del capitale emozionale, emozioni che salvaguardano il buon trading… e i buoni rapporti al di fuori dei mercati.

 

L’esperienza mi insegna che 9 persone su 10 non rispettano questa “sana regola”… non per scelta, ma perché non riescono ad essere disciplinati: quando fissiamo uno “stop”, poi non possiamo cambiare continuamente idea (come nel Trading…)

 

E’ chiaro che possiamo avere strategie in corso, operazioni aperte o altro… ormai mi conoscete: stop loss, take profit… e spegnete il cellulare!

 

Buone vacanze!

 

Filippo

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Potrebbe sembrare un paragone irriverente: in realtà sabato sera, guardando il susseguirsi dei rigori, il “pensiero da trader” è andato proprio sull’approccio che in quei momenti accomuna il trading al calcio.

Il rigore: la cosa forse più semplice da fare in allenamento e che invece aumenta vertiginosamente il livello difficoltà quando la posta in gioco si alza e l’esito dello stesso determina la vittoria la sconfitta.

Più importante è la competizione, più il peso del rigore calciato diventa insostenibile. Affermazione questa che vale per tutti: dal  neofita al campione internazionale.

 

E qual è il riferimento col trading…?

Anche fare trading alla fine è una cosa molto semplice: comprare, vendere, mettere lo stop e il take profit.

Semplice… eppure il  95% dei trader perde!

Come mai? Perché subentra l’aspetto psicologico che, a mio avviso,  è la componente più importante: oltre la tecnica, oltre l’intuito, oltre lo studio. In un operazione di trading, così come in un rigore, la cosa fondamentale è l’atteggiamento… il giusto approccio.

Nella lotteria dei rigori di Italia Germania abbiamo visto diversi approcci, diverse emozioni… e diversi risultati.

Senza scadere nel giudizio, ma con l’intenzione di trovare delle “aree di miglioramento”, vediamo il parallelismo col trading.

Il comportamento irriverente di Pellè (provocazione) è assimilabile a quello superficiale e poco professionale del trader “che ci prova”, che “gioca” e che non dà la giusta importanza a quello che sta facendo.

Risultato, fuori!

Il tiro di Zaza, con una rincorsa assurda, salti, pause e soprattutto un “ingresso a freddo”… lo vedo come il trader che entra a mercato senza la giusta preparazione, vuole “strafare” e dimostrare di aver imparato tecniche evolute e strategie complicatissime.

Risultato, fuori!

Da sottolineare come entrambi i comportamenti non sono stati dettati scelte razionali (come era invece capitato per il famoso “cucchiaio” di Totti prima, e Pirlo poi…) ma solo “reazioni” istintive a situazioni critiche (generate dallo stress e dall’estrema sicurezza trasmessa dal portere tedesco Neuer, che ha condizionato i  “nostri” cercando… e in alcuni casi trovando… un “contatto visivo“).

Anche in questo caso, “il trader” che si fa spaventare dai mercati e “reagisce” in modo irrazionale, difficilmente raggiunge buone performances poiché non gestisce razionalmente la situazione ma è in balia degli eventi.

 

Al contrario il primo tiro, Insigne, è stato perfetto: giusta concentrazione, ottima gestione dell’emotività, ed esecuzione nell’angolo. Lo vedo come frutto di un allenamento serio, costante e professionale. Un approccio giusto al momento giusto una sorta di strategie di trading applicata alla perfezione:  studiata prima, a mercati chiusi e realizzata alla perfezione nel momento di massimo stress.

Risultato:  goal!

Gli altri due gol azzurri, “forti e centrali” li interpreto come un approccio umile, di chi… anche avendo studiato tanto, al momento di andare “a mercato” si riconosce un difetto emozionale e lo compensa facendo cose semplici… anche a dispetto del reale potenziale: essere consapevoli di saper fare meglio, ma che in quel momento l’obiettivo minimo si può raggiungere anche facendo cose semplici e sicure è un grandissimo pregio.

Risultato, goal!

Dunque questa è la differenza tra chi riesce a “capire il momento” e gestire al massimo la propria emotività (comprendendo all’istante la strategia più efficace per ottenere il risultato) e chi invece vuole dimostrare chissà cosa… forse di essere più forte del mercato… sbagliando clamorosamente.

Nella lotteria dei rigori di sabato sera ci ha rimesso la nazionale (eliminazione), nel caso del trading chi ci rimette è il trader che, a seconda del suo approccio, ottiene come risultato una maggior fiducia in se stesso (e la quindi la capacità di poter proseguire in questa fantastica professione) oppure incapacità di gestire la situazione e quindi un’involuzione che porta a considerare il trading come la cosa più difficile al mondo…

Con una buona gestione del “capitale emozionale” fare trading può essere davvero semplice.

Quasi come calciare un rigore…!

 

Buon trading!

 

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Si parla spesso del trading come di un “mestiere” da fare da solo, davanti a 3-4 monitor, con tazza di caffè e tranquillanti a portata di mano.

Non è così! O per dirla meglio: quando è così, si dura davvero poco in questo mondo.

Io adotto uno stile di trading estremamente pratico, metto a mercato le mie “idee di trading” e se non si rivelano vincenti allora imparo la lezione e correggo il tiro.

Troppo semplice? Non direi.

Quelle che ho volutamente chiamato “idee di trading”:
– non sono iniziative superficiali
– non sono ordini di mercato messi in piattaforma con “leggerezza”
– non sono tentativi di fare il colpo grosso che cambia la vita.

Sono invece vere e proprie strategie, quelle che sono frutto di:
– un attento studio del mercato
– un’interpretazione soggettiva
– una elaborazione personale

Lo studio dobbiamo farlo noi: analisi e metodo sono fondamentali in questa fase.
Se qualcosa ci sfugge o non abbiamo ben chiaro in mente qual’è il nostro obiettivo e come intendiamo raggiungerlo non entriamo a mercato ma approfondiamo e comprendiamo al meglio la situazione (così come in qualsiasi altro lavoro o incarico che ci viene assegnato)

L’interpretazione è quella che, a mio avviso, fa la differenza nell’elaborazione della strategia: avere un’identità da trader significa avere fiducia in ciò che io penso del mercato, non in quello che mi dicono in televisione o su internet.
Affidarsi sempre a terzi è uno “scarico di responsabilità” che nel trading (come nella vita) non paga.

Attenzione però: se affidarsi sempre a terzi è pericoloso, non farlo mai è sciocco.

La crescita personale e nel trading dipende dall’interazione con altri professionisti: scoprire cose nuove, comprenderle e capire se possono integrare con quello che già facciamo per migliorarne la redditività.
La logica del team è fondamentale, ed itConsilium, in quest’ottica, è un vero e proprio esempio da seguire!

Aggregare delle professionalità di alto livello con caratteristiche e specializzazioni differenti produce un effetto esplosivo: il “trader discrezionale” comprende al meglio da dove arrivano i suoi gain grazie al contributo del “trader accademico”, il quale automatizza le proprie idee grazie alle competenze dell’esperto di “trading system” il quale, a sua volta, crea nuovi sistemi automatici grazie all’interazione con gli altri.

Chi già realizza performances da solo acquisisce nuove competenze e condivide le sue generando un “effetto leva” straordinario (stavolta in ottica produttiva): strategie vincenti che nascono dalla passione e dall’interazione di professionisti… che vivono di trading e (…diciamolo a bassa voce) si divertono facendo il proprio lavoro.

Dunque, impariamo dai migliori ma continuiamo a portare avanti le nostre idee e le nostre strategie.

Buon trading.
Filippo