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Paolo Belcari

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Laureto in Economia Aziendale all’Università di Pisa con specializzazione in finanza e tesi sui Covered Warrant. E’ Trader indipendente discrezionale dal 2002 con focus su index options. Si perfeziona in sistemi di trading, analisi di pricing su portafogli di opzioni con specializzazione su Mercato Italiano, Dax ed Sp500. Relatore in webinar di livello medio avanzato, ha partecipato ad ITF di Rimini sempre come relatore e ha scritto articoli su varie testate del settore del Trading on Line. Oltre che con itConsilium, attualmente collabora con Eduweb dove offre un servizio didattico formativo sulle Mibo Vincitore della categoria opzioni nella Itcup 2015.

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Siamo entrati in autunno ed i mercati finanziari stanno continuando a marciare con lo stesso passo estivo: bassa volatilità, incertezza e prudenza dovuta alle perenni ‘mine geopolitiche’, l’incognita delle elezioni americane dell’8 Novembre e il Referendum costituzionale italiano del 4 dicembre.

Se l’esito delle prime sembra oramai scontato, con la Clinton, a detta dei sondaggi, in netto vantaggio su Trump, l’esito del nostro referendum pare incerto.

In questo ambito, gli indici si muovono calmi, tendenzialmente al rialzo, con fisiologiche e piccole prese di beneficio seguite da recuperi più o meno veloci dei movimenti.

Anche i bravi trader possono essere ‘snervati’ da un mercato ‘noioso’ come quello attuale, ma occorre tenere presente che dietro movimenti ‘lenti’ possono nascondersi rischi elevati.

Come dovrebbe muoversi allora un opzionista in questi contesti? La risposta non può essere univoca e sicuramente la discrezionalità può farla da padrone, alternando a strategie complesse che pesano il contesto del momento a strategie classiche ma non meno efficaci, adatte al mercato attuale e già sperimentate in situazioni ‘simili’ passate.

In questo periodo, la volatilità implicita delle opzioni sta schiacciando i prezzi delle put e delle call e questo può trarre in inganno l’opzionista neofita (sia il venditore che il compratore dell’opzione.)

Il primo, vedendo i prezzi dell’indice fermo, tende a vendere opzioni out of the money a basso prezzo ma con apparente alta probabilità di incasso, godendo della facilità con la quale i premi si azzerano. Non percepisce però i rischi che realmente corre e non comprende che il sentiment, per motivi attualmente sconosciuti, può improvvisamente cambiare, portando ad accelerazioni violente del sottostante sia in salita (vedasi MPS in questi giorni) che in discesa.

L’acquirente di opzioni invece, percepisce l’affare nell’acquistare opzioni call o put ad un prezzo oggettivamente contenuto in riferimento alla distanza dello strike price dai prezzi correnti dell’indice, ma può vedersi azzerare velocemente il premio pagato se l’indice permane stazionario o addirittura si muove in modo contrario al tipo di opzione comprata (ha comprato call e il mercato scende, ha comprato put e il mercato sale).

In certi contesti quindi, un trader riflessivo trova difficolta sia ad acquistare sia a vendere opzioni anche se è consapevole della flessibilità ineguagliabile dello strumento, maneggevole in tutti i contesti di mercato. Perciò, non va sottovalutato neanche l’approccio attendista e apparentemente ‘passivo’.

L’arte di riuscire a stare fermi infatti, può permettere di cogliere occasioni importanti che inevitabilmente prima o poi si incontreranno. Gli ingredienti per imparare quest’arte sono l’esperienza, seguita dalla consapevolezza che sul mercato si presenteranno sempre occasioni e che nessun treno può considerarsi perso.

 

Concludo l’articolo con una breve analisi sul nostro indice utilizzando un timeframe settimanale.

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Dal grafico si evince come i prezzi potrebbero portarsi sulla soglia degli ormai vicini 17470 punti prima e in una visione più ottimistica il target potrebbe essere la supertrend posta in area 18600, mentre la soglia di 19000 punti dovrebbe contenere i rialzi per l’anno 2016.

Dal lato ribasso la mediana posta a 16650 punti dovrebbe contenere i prezzi nel brevissimo periodo con eventuali estensioni in area 15800 punti.

 

 

 

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Inizia con questo articolo la collaborazione di Paolo Belcari ad itConsilium.

Come i lettori avranno evinto dal titolo della rubrica il focus di Paolo sono le opzioni (categoria che lo ha visto primeggiare alla ITCup 2015). Il sottostante è l’indice S&P americano. Il nostro è un trader di quelli a cui piace poco tutto ciò che non è monitor, book e tastiera. Come tutti gli umani però ha un afflato sociale su cui abbiamo fatto leva per estorcergli la promessa di un articolo al mese. Vedremo se sarà di parola e, soprattutto, speriamo che la rubrica aiuti i lettori nella fatica di farsi pagare il giusto rendimento dal mercato.

Un benvenuto a Paolo e, naturalmente, un in bocca al lupo a tutti noi.

Ascanio L. Strinati

 

 

L’incertezza regna sovrana.

L’Europa presenta molti, forse troppi problemi strutturali e dall’altra parte dell’oceano ci guardano con timore: sistema banche, terrorismo, immigrazione e i dubbi sulle conseguenze della Brexit hanno fatto e stanno facendo spostare i capitali dal vecchio continente verso gli Usa, dove la Fed continua a strizzare l’occhio ai mercati e dove è in corso la campagna elettorale per il dopo Obama.

Per ora L’America è l’unico mercato a mostrare forza e lo fa toccando nuovi massimi di sempre. L’indice SP continua a salire e, se quelli che prima erano i livelli di resistenza (2130 circa) dovessero mostrare di essere i nuovi supporti, la salita potrebbe continuare almeno fino alla zona di 2183 punti. Al contrario, se dopo un re-test (quasi d’obbligo) dovessero essere violati, si potrebbe pensare a qualche correzione che spinga l’indice, in primis, verso area 2070. Per ora, a livello grafico, SP rimane impostato bene, su tutti i time frame importanti, e non presenta incrinature neanche a livello mensile, mentre Dax, ma, soprattutto FIB, rimangono ancora incerti sul medio lungo. Sappiamo che sarà fondamentale per il FIB continuare a reggere i 15000 punti, mentre per il dax 9800-9500 e 9300-9000 sono le aree chiave che per ora, rimangono abbastanza distanti.

Comunque, la prudenza rimane d’obbligo, su tutti i fronti, su tutti i mercati. Vi sono ancora troppe incognite e le reazioni dei mercati potrebbero sorprendere.

In chiave Opzioni, da sottolineare la volatilità ed i suoi misuratori come il Vix che si mostra a livelli quasi minimi e mi fa propendere, vista l’analisi su esposta, alla creazione di una strategia di acquisto volatilità che puo’ fungere da copertura per portafogli long su Mercato Usa.

Prendiamo, a puro scopo di esempio formativo, l’Etn Vxx ipath Sp500 Short term futures , che replica appunto (anche se non proprio fedelmente) l’indice Vix. Il Vix è l’indice solenne che misura la volatilità implicita delle opzioni sull’indice S&P500, non a caso detto anche ‘indice della paura’.
Considerando che l’Etn è facilmente negoziabile anche con broker italiani, sarebbe interessante posizionarsi, a mio modo di vedere, con una strategia direzionale che punti ad un fisiologico storno dell’indice SP500, che potrebbe verificarsi prima delle elezioni Presidenziali previste in autunno. Lo storno porterebbe anche ad un conseguente aumento della volatilità e quindi sarei propenso a creare un paio di strategie alternative (le penso in data 28/07/2016)

 

  1. Un bull call spread sull’Etn Vxx ipath Sp500 Short term futures, che quota 10,8, con acquisto di 1 call strike 13 scadenza dicembre al prezzo di 1,5$ e contestuale vendita di 1 call strike 18 al prezzo di 0,9$ sulla stessa scadenza. Il costo dell’operazione è di circa 0,60 $ (il moltiplicatore in questo caso è 100$). Quindi spesa di 60$ (max perdita a scadenza) e possibile max gain di 440$ (sempre a scadenza).
  2. Un bear put spread con opzioni su E-mini S&P 500, scadenza 31 agosto, utilizzando in acquisto lo strike 2100 a 13 ed in vendita lo strike 2000 a 4. La strategia avrebbe un debito di circa 9 punti (da moltiplicare per 50 dollari).

Il tutto considerando l’ e-mini S&P500 al valore di 2160.

Sottolineo il profilo di rischio favorevole a scadenza (perdita max pari a 450 $ e gain max pari a 4550$).

 

L’articolo con l’intervista operativa a Paolo Belcari sulla situazione dei mercati a fine 2015

Intervista della vittoria della ITCup2015