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Luca Barillaro

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Luca Barillaro, dopo un’esperienza nel settore bancario a Londra, si mette in proprio nel 1998 e tra i primi in Italia fornisce consulenza indipendente a clienti privati ed istituzionali, su temi legati ai mercati azionario, obbligazionario, ETF e fondi di investimento. E’ specializzato in strategie in opzioni complesse e prodotti strutturati e fornisce supporto alle tesorerie aziendali su swap ed hedging su materie prime, tassi e valute. Dal 2011 fa parte dell'Academy di London Stock Exchange a Milano .

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Per gli amanti del rischio facciamo presente che questo week end va in scena un tema che ci riporta agli anni ’80/’90 quando spesso un titolo veniva comprato a venduto scommettendo su una crisi di governo.

Dopo il disastroso esito dell’aumento di capitale Saipem ha lentamente risalito al china grazie al petrolio tornato sopra 40. Ieri la notizia di una nuova commessa in Adriatico  per un gasdotto e ancora la paventata intenzione di Gazprom di transare sui 760 milioni che Saipem ha chiesto come risarcimento per l’annullamento del South Stream.

A Febbraio anche sulle righe di un noto quotidiano nazionale ho sconsigliato l’aumento di capitale che poi in effetti fece piombare il titolo sotto 0,30.

Tuttavia ora ci sono alcuni temi positivi che potrebbero dare supporto ai prezzi del titolo. 

1) Il consorzio di garanzia che aveva comprato l’inoptato è già in gran parte uscito con l’ ABB a sconto effettuato quando il titolo era tornato a 0,41

2) Il petrolio è tornato a 40

3) Technip , società francese concorrente, è balzata del 30 % dai minimi di febbraio. In termini di P/EV Saipem dovrebbe valere almeno 0,42 se comparata alla francese.

Ultimo ma non ultimo se il referendum fallisse , l’effetto psicologico sul settore italiano sarebbe positivo.

In altre parole un buy speculativo questa volta ci può anche stare. 

Sul lato sell invece oggi ho deciso di alleggerire Mediobanca e Generali  un po’ tirate tecnicamente . Out con il 50% e stop a pareggio sul resto.

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La notizia della creazione di un Fondo ha scatenato uno short covering importante sulle banche italiane tuttavia i primi dubbi iniziano a farsi strada: Creare un fondo con un cap è come dire al mercato l’entità delle proprie munizioni.  Non

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E’ un interrogativo che ponevo prima di Pasqua sulle righe di un noto quotidiano economico nazionale. Le riunioni nelle alte sfere sono ormai all’ordine del giorno, tuttavia ancora non è chiaro come e cosa si farà. Per ora di certo c’è solo il ritorno dell’anatocismo come riporta “Italia Oggi” nell’edizione odierna e per questo sicuramente i consumatori faranno salti di gioia.

Le banche, con i tassi negativi, sono affamate di commissioni (Il Btp Italia è una manna di questi tempi) e se andate al Salone del Risparmio in questi giorni a Milano vi renderete conto della ricerca affannosa di “gestito” e di “performance” da parte anche di Istituzionali blasonati che in 3 mesi hanno visto ridursi le  commissioni a causa del crollo dei NAV dei fondi.

Lavorando tutti i giorni “contro” le banche come consulente indipendente noto ormai da mesi alcune mosse “disperate” che non fanno altro che allarmarmi ancora di più. Probabilmente bisognerebbe allentare Basilea III, rinnovare le professionalità che lavorano negli Istituti e finalmente smettere di vendere prodotti spazzatura ai clienti, forse così si potrebbe recuperare la fiducia degli investitori perché come dice Goldman Sachs:

“Possiamo perdere clienti, possiamo perdere soldi ma non possiamo perdere la reputazione”  e dal nostro settore bancario la terza è già stata persa da tempo.

Nel frattempo Allianz cerca di vendere il suo portafoglio di polizze vita Italia un altro segnale poco rassicurante .

Ma veniamo ai mercati: 

La correzione dai massimi di inizio Marzo si sta materializzando con i medesimi temi del mese di Gennaio. I bancari sono nuovamente venduti pesantemente ed il petrolio (tornato al nostro target di 35 usd) ha arrestato il suo rialzo. Risultato finale: gli indici sono tornati in poche sedute sui livelli di fine febbraio.

L’Europa sottoperforma gli USA ed in Europa l’Italia (piena di bancari) fa peggio di tutti.

Purtroppo l’Sp500 deve ancora realizzare i suoi target tecnici di ribasso posti tra 1990 e 2010 (un 3% dai livelli attuali) per cui è lecito attendersi ulteriore debolezza, tuttavia è anche vero che il dollaro non è più a 1,09 come a fine febbraio ma oltre 1,13 per cui in termini reali (euro) i mercati USA hanno anch’essi corretto sui supporti statici. E’ proprio il dollaro che deve rimanere debole per sostenere l’azionario mondiale, questo lo ripeto dal 2015 quando tutti davano per certa la parità. Se il dollaro si mantiene debole aiuta l’Sp500 a svalutarsi in termini reali ma non in termini nominali per cui evita agli indici USA dei tracolli .

A livello di sentiment siamo tornati velocemente al panico e questo è un elemento positivo dopo l’eccesso di positività di metà Marzo. L’impressione è che i livelli odierni dovrebbero determinare un rimbalzo sia sull’azionario sia sul petrolio aiutando i listini.

Chiaramente fino a quando non termineranno le vendite sul settore bancario europeo sarà difficile assistere a recuperi duraturi. I tassi negativi fanno paura e quanto sta accadendo in Giappone, con il governatore di BOJ Kuroda che ogni giorno promette nuove misure ma alla fine non fa nulla, non è certo incoraggiante.

 

 

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Circa un mese fa avevamo esultato per la capitolazione degli eterni rialzisti, ora però siamo al lato opposto. Gli stessi che predicavano disastri e sventure si sono fatti ingolosire dal post Draghi comprando sui massimi ma nei book è ormai

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I target rialzisti sull’azionario una volta superate le resistenze sono stati raggiunti nella seduta di venerdì. Il mercato, come atteso, è salito non tanto per la presenza di nuovi compratori, quanto per l’assenza di venditori al ribasso (short) e per

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La chiusura del Sp500 sui massimi da fine Gennaio faceva ben sperare per il recupero dell’azionario nel breve, almeno fino alla riunione Bce del 10 Marzo. Tuttavia è bastato il dato del PIL USA più forte delle attese per far

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Gli acquisti a basso rischio consigliati la scorsa settimana all’interno dell’articolo “L’impatto delle trimestrali e le banche italiane: un’idea” sembrano premiarci con rialzi tra il 7 ed il 10% rispetto ai livelli di acquisto.

A questo punto facciamo un breve riepilogo.

Poste Italiane

Consigliata quando era sotto 5,5 oggi ha toccato 5,94 . Che dire?  Anche Equita si è svegliata e si è accorta della sottovalutazione. Usciamo con metà posizione e con la restante stop a pareggio.

Intesa Risparmio

Consigliata quando era sotto 2,3 tra ieri ed oggi ha toccato 2,36, anche qui facciamo fuori metà della posizione ed attendiamo il dividendo.

Banca Finnat

utile raddoppiato e titolo che da 0,36 vola a 0,39.

Che dire?

Dopo un titolo forse troppo esuberante torniamo alla modestia che ci caratterizza. Ebbene si! Abbiamo avuto una fortuna sfacciata che però ha premiato la paziente attesa di giorni e giorni. La paziente attesa di un cecchino.

Vasilij Zajcev il cecchino di Stalingrado ne sarebbe fiero!

 

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Quando anche l'ultimo dei rialzisti vende allora non c'è più nessuno che deve vendere e il mercato gira. Occhio però alle conferme.

Siamo arrivati ad un eccesso di negatività idoneo per un rimbalzo strutturale visto l’ipervenduto record paragonabile solo al post Lehman del 2008. Siamo stati piacevolmente sorpresi la scorsa settimana nel vedere la capitolazione di alcuni eterni rialzisti (permabull direbbero gli

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Nonostante gli utili in forte rialzo il mercato è , come scrivevo ad inizio settimana, comandato dai flussi. Epperò qualcosa si muove....

Fino a ieri tutte le trimestrali sulle banche sono state puntualmente accolte da raffiche di vendite sui titoli . Nonostante gli utili in forte rialzo il mercato è , come scrivevo ad inizio settimana, comandato dai flussi. Epperò qualcosa si

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Il rimbalzo tecnico si è sciolto velocemente venerdì pomeriggio dopo un dato sulla disoccupazione USA migliore delle attese che ha riportato di attualità i timori per nuovi rialzi dei tassi Fed. Curioso come questi timori investano solo l’azionario mentre sui

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