Authors Posts by Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

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Trader privato e libero professionista, modenese, laureato a pieni voti in Economia e Commercio, è socio AIAF ed è stato socio SIAT, si occupa di mercati finanziari da quasi 20 anni. Ha lavorato in EPTA SIM, con incarichi nella divisione “Eptatrading” dedicata al trading online, e in PRIVATE & CONSULTING SIM come membro del Team di consulenza. Attualmente si dedica esclusivamente alla negoziazione per conto proprio di futures italiani ed esteri, con strategie discrezionali e quantitative. Organizza periodicamente corsi di formazione, anche in collaborazione con i principali broker online, ed è stato più volte relatore sia all’ITFORUM di Rimini che al TOL EXPO di Borsa Italiana. Nel 2011 ha partecipato alla prima edizione della “Notte bianca del trading” durante il TFFORUM di Taranto, operando nelle ore notturne sui mercati americani ed asiatici. Ha pubblicato i libri “Trading intraday sul Future S&P/MIB” (Experta, 2004), “Il trading con la Tick Distribution” (Tradinglibrary, 2009) ed è coautore della “Guida Forex 2012” (Editrice Le Fonti, 2011). Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche, tra cui la newsletter ITForum.

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Nel mese di settembre siamo riusciti a difendere il gain acquisito.

Anche il mese di settembre è terminato ed è quindi necessario provvedere al consueto aggiornamento periodico del nostro portafoglio WDI. Il bilancio è da ritenersi abbastanza soddisfacente, anche se alcune posizioni presentano ancora performance negative. La decisione della Fed di

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L'indice S&P 500 punta a sud

La decisione della Fed di rimandare l’aumento dei tassi di interesse ha creato molti problemi agli operatori. Non tanto perché la maggior parte degli istituzionali aveva modificato i propri asset in funzione di una politica monetaria restrittiva, e lo dimostra

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I mercati azionari continuano a rimanere caratterizzati da una elevata volatilità, con un VIX superiore al livello 22, in attesa di giovedì 17 settembre, quando la Fed si riunirà per decidere in merito all’annunciato aumento dei tassi di interesse. Già

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Il mese di agosto è appena terminato ed è quindi necessario provvedere alla consueta analisi periodica del nostro portafoglio WDI. Il bilancio è abbastanza soddisfacente, anche se alcune posizioni presentano performance negative. La crisi cinese e il prematuro ritracciamento dei

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L’analisi generalizzata dei principali mercati azionari non ci sta fornendo al momento alcuna indicazione positiva. In particolare, se consideriamo l’ETF LYXOR MSCI WORLD, risulta evidente come il prolungato trend rialzista che ha accompagnato le quotazioni fin dal 2009 sia stato

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Dopo il tentativo fallito di acquistare azionario cinese sui primi supporti, operazione effettuata venerdì scorso a 124,43 e subito chiusa in stop questa mattina a 119,8, ci riproviamo dopo il crollo odierno e la formazione di numerosi gap down. In

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Il dopo ferragosto sembra essere cominciato in modo vivace su tutti i principali mercati finanziari e anche con volumi piuttosto sostenuti. Sull’azionario prevale ancora una generalizzata assenza di direzionalità di medio periodo, sebbene siano presenti i primi segnali di debolezza.

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Inizio di settimana piuttosto tranquillo per i principali mercati finanziari. Dopo un periodo burrascoso in cui hanno regnato falsi segnali e volatilità, la situazione tecnica dell’azionario internazionale sembra poter diventare più chiara e, forse, prevedibile, anche grazie alla recente (ma solo momentanea, a nostro parere) soluzione del problema della Grecia, nonché alla politica monetaria della Fed che ha confermato l’aumento dei tassi di interesse Usa nel prossimo autunno.

In pratica, a differenza degli anni passati, potremmo assistere ad un agosto senza grossi scossoni in una direzione o nell’altra ma, al contrario, ad un consolidamento delle posizioni attuali con un lento e progressivo inizio di tendenze di medio periodo.

Non tutti i mercati, però, presentano la stessa impostazione e pertanto converrà selezionare con prudenza solo le concrete opportunità di investimento. Tralasciando sia i mercati obbligazionari, che come già detto dovrebbero diventare più interessanti dopo l’estate, sia le commodities, contraddistinte oramai da tempo da un generalizzato ribasso senza segni di inversione, al momento preferiamo concentrare la nostra attenzione esclusivamente sulle Borse azionarie.

 

Esaminando il mercato americano, in particolare, è possibile osservare come il trend rialzista che negli ultimi 3 anni ha accompagnato l’indice S&P500 fino al massimo storico dei 2.125 punti, si sia arrestato ma senza realizzare alcuna inversione, nè ritracciamento degno di nota. Le quotazioni, infatti, già da 5 mesi si stanno mantenendo all’interno di una ampia congestione che trova un forte supporto in area 2.030. Qualora quest’ultimo livello dovesse essere violato, i prezzi potrebbero scendere fino in area 1.975. Al contrario, se Wall Street si mantenesse così forte, non è da escludere un ulteriore attacco rialzista al già citato massimo di 2.125 con obiettivo oltre i 2.200 punti. In entrambi i casi, comunque, l’investimento sul mercato americano dovrebbe essere agevolato nel medio termine anche dal previsto raggiungimento della parità fra euro e dollaro.

 

INDICE S&P500

sp 500

 

Decisamente migliore si presenta l’impostazione del mercato europeo. Alla notizia dell’accordo trovato con la Grecia, tutte le Borse del vecchio continente hanno reagito con grande euforia e oltre ogni aspettativa. Stranamente, il mercato che ha recuperato meno è stato quello tedesco, quando invece in altre circostanze simili è sempre stato il più trainante. Prendendo come riferimento l’indice Eurostoxx50, dopo un minimo toccato a 3.300 punti ad inizio luglio, si è realizzata una rapida configurazione a V che ha permesso ai prezzi di recuperare l’area intorno a 3.700, ossia molto vicino al massimo del 2015 a quota 3.770.

Poiché nelle ultime settimane si sono formati dei minimi crescenti che permettono di tracciare una trendline rialzista, oltre al fatto che le quotazioni si trovano al di sopra dell’indicatore Supertrend, per l’indice Eurostoxx50 si può ipotizzare il mantenimento di una direzionalità crescente anche nell’immediato futuro, ponendosi come target ambizioso il superamento del livello 3.900. Al momento la negatività si trova solo al dì sotto del supporto in area 3.470.

 

EUROSTOXX50

Eurostoxx

 

Infine, passando all’analisi dei mercati emergenti, tramite l’ETF LYXOR MSCI EMERGING MARKETS, risulta evidente come siano inseriti all’interno di trend ribassista ben definito, dopo i massimi realizzati lo scorso aprile sul livello 10,25. E’ anche vero, però, che la discesa ha raggiunto da qualche giorno un importante supporto statico, corrispondente ad una precedente resistenza risalente al novembre del 2014, in area 8,50.

In queste situazioni, spesso gli operatori sono tentati di accumulare alcune quote nella speranza di un rimbalzo, magari anche di breve respiro, ma il nostro consiglio è quello di soprassedere: molto probabilmente, purtroppo, la bolla immobiliare cinese è solo all’inizio e potrebbe espandersi in tutta l’Asia generando ulteriori ribassi di Borsa. L’eventuale positività, primo segnale utile per acquisti prudenti, è il superamento del livello posto a 9,25 euro.

 

l’ETF LYXOR MSCI EMERGING MARKETS

LYXOR

 

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Leggi la precedente parte tre …

Come scritto negli articoli precedenti, se l’applicazione della strategia Risk Parity e la diversificazione per asset class sono utili al PORTAFOGLIO WDI per il controllo del rischio, la ricerca del rendimento viene affidata soprattutto ad altre due attività:

  • timing delle buone opportunità che si possono presentare sul mercato, anche in ottica speculativa di breve periodo;
  • copertura (hedging) degli strumenti finanziari.

 

Nel primo caso, vengono acquistati ETF, anche molto specializzati, che forniscono chiari segnali di operativi ed in modo assolutamente separato ed indipendente dalla logica del Risk Parity. Le operazioni di investimento possono essere sia di acquisto, come avviene solitamente, ma anche di vendita attraverso l’acquisto di “ETF Short”, ossia titoli che guadagnano quando il relativo mercato scende. Inoltre, l’aggiunta di ETF è un aspetto positivo poiché aumenta il grado di diversificazione.

L’utilizzo degli “ETF Short” è utile anche per la copertura del portafoglio, ma si tratta di operazioni che verranno effettuate prevalentemente in caso di ritracciamento delle quotazioni: se ci fosse una vera e propria inversione di tendenza, infatti, converrà sicuramente liquidare parte e tutta la posizione su quel titolo.

Le strategie per selezionare le migliori opportunità e/o valutare le inversioni di tendenza sono costituite da un portafoglio di trading system, quindi segnali verificati statisticamente che lasciano poco spazio alla discrezionalità intuitiva.

Di seguito è illustrato il grafico di un ETF sulla Russia che è stato acquistato lo scorso febbraio al superamento dell’indicatore Supertrend, molto affidabile da qualche anno, mentre nella figura successiva è riportato un semplice esempio di come lavorano i trading system: le aree verdi sul grafico indicano long, quelle rosa lo short e quelle bianche la posizione flat.

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Leggi la precedente parte due …

 

Entrando nel dettaglio dell’algoritmo che permette di costruire un portafoglio di ETF partendo dall’attribuzione dello stesso peso a tutte le deviazioni standard (misura del rischio), crediamo che la cosa più utile possa essere l’illustrazione di un esempio concreto.

Le formule teoriche utilizzate sono due: la prima serve per il calcolo del fattore proporzionale, mentre la seconda si applica per ottenere la percentuale da investire in ciascun strumento finanziario.

 

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Se si volesse costruire un portafoglio con solo tre ETF aventi una rischiosità passata pari rispettivamente al 5%, 10% e 20%, il calcolo del fattore proporzionale porterebbe ad un risultato di 20/7. Con l’ausilio di quest’ultimo dato, poi, applicando la seconda formula, si otterrebbero di conseguenza i singoli pesi delle tre asset class: 57%, 29% e 14%.

Ma non finisce qui: l’allocation risultante non rimarrà fissa per molto tempo, in quanto verrà modificata mensilmente con il ricalcolo delle deviazioni standard aggiornate alla data più recente. Si tratta, quindi, di un processo piuttosto dinamico e necessario per limitare il rischio di portafoglio soprattutto nei periodi volatilità elevata.

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Infine, è da segnalare che, sebbene finora abbiamo fatto riferimento alla deviazione standard come misura del rischio, in realtà nella gestione del PORTAFOGLIO WDI utilizzeremo un indicatore “proprietario” più evoluto, basato sulla combinazione e parziale modifica di altri indici di variabilità statistica.

In definitiva, la differenza tra una gestione tradizionale ed una con il Risk Parity risulta piuttosto evidente soprattutto nel medio/lungo termine, come illustrato più sotto dal confronto tra le equityline dal 2004 al 2014.

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Leggi la quarta ed ultima parte dell’articolo …