Authors Posts by Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

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Trader privato e libero professionista, modenese, laureato a pieni voti in Economia e Commercio, è socio AIAF ed è stato socio SIAT, si occupa di mercati finanziari da quasi 20 anni. Ha lavorato in EPTA SIM, con incarichi nella divisione “Eptatrading” dedicata al trading online, e in PRIVATE & CONSULTING SIM come membro del Team di consulenza. Attualmente si dedica esclusivamente alla negoziazione per conto proprio di futures italiani ed esteri, con strategie discrezionali e quantitative. Organizza periodicamente corsi di formazione, anche in collaborazione con i principali broker online, ed è stato più volte relatore sia all’ITFORUM di Rimini che al TOL EXPO di Borsa Italiana. Nel 2011 ha partecipato alla prima edizione della “Notte bianca del trading” durante il TFFORUM di Taranto, operando nelle ore notturne sui mercati americani ed asiatici. Ha pubblicato i libri “Trading intraday sul Future S&P/MIB” (Experta, 2004), “Il trading con la Tick Distribution” (Tradinglibrary, 2009) ed è coautore della “Guida Forex 2012” (Editrice Le Fonti, 2011). Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche, tra cui la newsletter ITForum.

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Il listino italiano si sta muovendo in laterale compreso tra i livelli 21.500 e 23.000. Un trading range molto ampio dovuto alle violente discese avvenute nelle settimane scorse. Sconsigliata l’operatività.   Nelle ultime settimane il mercato azionario italiano ha dimostrato

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Con il recente crash dei principali listini azionari, l’indice italiano è andato a testare le due fondamentali trendline rialziste che hanno accompagnato il rally degli ultimi 14 mesi. Ma i ribassi non sono finiti…

 

 

Sebbene il mercato azionario italiano rimanga tecnicamente ancora impostato al rialzo, cominciano ad intravedersi i primi pericolosi segni di ritracciamento, se non addirittura di inversione. L’andamento del FTSE/MIB nelle ultime sedute, infatti, ha completamente annullato i sorprendenti guadagni realizzati nel mese di gennaio, quando i prezzi avevano accelerato la propria corsa fino a raggiungere l’importante livello posto intorno ai 24.000 punti. In pochi giorni i prezzi sono scesi molto violentemente (martedì 6 febbraio si è registrato un – 4% subito in apertura) fino a toccare il livello 21.900 e si sono appoggiati sulle due fondamentali trendline rialziste che hanno sostenuto le quotazioni negli ultimi 14 mesi. In pratica, il trend rialzista è in pericolo e chi fino a qualche settimana fa intravedeva uno storico movimento esplosivo al rialzo oltre l’imminente soglia dei 24.500, ora si trova parecchio spaesato. Come sempre in questi casi gli operatori si dividono tra due fazioni: quelli che considerano il recente crash come uno storno che può rappresentare una buona opportunità di acquisto e quelli che preferiscono liquidare parte delle posizioni in portafoglio, pur consapevoli che le vendite appesantiranno ulteriormente i listini.

Noi stiamo con questi ultimi. Infatti, era davvero difficile pensare che il FTSE/MIB potesse arrivare ad un appuntamento davvero epocale come il livello 24.500 (target successivo a 30.000, poi 34.000) senza mai alcun ritracciamento; oltretutto in concomitanza con i massimi storici dello S&P500 ed un indice VIX (volatilità) compresso da troppo tempo nel range 10-12.

 

FIGURA 1 – Analisi di medio periodo sul Future FTSE/MIB

 

 

Il rimbalzo a cui stiamo assistendo in queste ore è abbastanza timido e privo di forza: il FTSE/MIB dapprima ha tentato recuperare, andando a ritoccare il livello 23.000, poi si è mantenuto debole con quotazioni che hanno lateralizzato nell’intorno di quota 22.500.

E’ davvero difficile fare previsioni per il brevissimo periodo, anche perché la configurazione grafica è poco lineare. Dal punto di vista operativo, comunque, il livello chiave per l’apertura di posizioni ribassiste è 21.900, con un primo obiettivo nell’area 21.300/21.500 ed uno più ambizioso a 20.800. Riguardo al rialzo, invece, l’eventuale superamento dei 23.000 dovrebbe trovare subito un ostacolo piuttosto vicino, in area 23.300/23.400, dal quale è probabile possa cominciare una nuova ondata ribassista.

 

FIGURA 2 – Analisi di breve periodo sul Future FTSE/MIB

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le quotazioni del comparto obbligazionario americano, relativamente al breve/medio temine, sembrano cedere finalmente il passo ad una inevitabile fase d’inversione. Negli ultimi anni, infatti, i prezzi sono stati caratterizzati da una corsa al rialzo che non ha trovato ostacoli neppure

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Non era facile, eppure ci siamo riusciti. Durante l’anno che si è appena concluso le quotazioni di quasi tutte le asset class sono salite e senza troppo riguardo per l’analisi intermarket: dall’azionario all’obbligazionario, dalle commodities all’oro, fino all’euro/dollaro. Eppure il

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Piazza Affari mostra segni di debolezza. La trendline rialzista è diventata una resistenza che ha respinto i prezzi sul supporto di 21.900. La violazione ribassista della neckline a 21.700 suggerisce un obiettivo a quota 20.500.   Sebbene il mercato azionario

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Durante il mese di ottobre il nostro portafoglio WORLD DYNAMIC INDEX è stato parzialmente modificato con l’accumulazione di ulteriori posizioni su asset già presenti da tempo. L’operazione si è rilevata vincente per quanto riguarda il petrolio e abbastanza soddisfacente anche

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Piazza Affari sta attraversando una fase positiva ma con volumi scarsi. La continuazione del rally potrà avvenire al superamento di quota 22.805, mentre la discesa potrebbe accelerare con la violazione del livello 21.970.   Il mercato azionario italiano continua a

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I recenti nuovi massimi storici registrati dai principali mercati azionari (S&P500 e DAX in primis) non sembrano essere caratterizzati da una particolare euforia. Ci sono stati certamente acquisti effettuati a prezzi sempre più alti, ma è anche vero che il

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Prima di spendere due parole sul quadro generale, come nostro costume affrontiamo gli aspetti pratici.   Durante il mese di luglio il nostro portafoglio WORLD DYNAMIC INDEX è rimasto invariato nell’operatività, poichè ancora convinti delle posizioni assunte. Purtroppo, sebbene la

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Anche il mese di giugno vede il nostro portafoglio WORLD DYNAMIC INDEX perdere leggermente terreno, ma questa volta con una perdita decisamente più contenuta rispetto al benchmark.

L’azionario sembra davvero aver smesso di salire e da alcune settimane sta addirittura cominciando a toccare alcuni supporti molto importanti sui vari mercati. Qualora venissero violati si potrebbe assistere ad una accelerazione ribassista, che dovrebbe continuare per buona parte del periodo estivo. Tra quelli fondamentali, ad esempio, è sicuramente da monitorare la soglia dei 2.420 punti per lo S&P500, oltre il quale ogni target è posizionato al di sotto di quota 2.380.

Per questo motivo la componente azionaria del WDI è decisamente migliorata, anche se la recente e repentina perdita di valore del dollaro nei confronti dell’euro (passato da 1,11 a 1,14) ne ha fortemente limitato gli effetti. Svalutazione del biglietto che non ha aiutato neppure gli asset obbligazionari in valuta, che continuano a rimanere (incredibilmente) sempre sugli stessi livelli nonostante il costante aumento dei tassi americani da parte della Fed. Stesso discorso anche per oro e commodities, che al momento si mantengono (stranamente) deboli nonostante il calo dei corsi azionari.